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Continua il percorso di confronto e approfondimento che la Confederazione Cacciatori Toscani sta portando avanti sul territorio con le tante iniziative ed assemblee incentrate sulle scelte e sulle strategie gestionali che caratterizzeranno il prossimo Piano Faunistico Venatorio Regionale. Un processo rivolto ai protagonisti della gestione del territorio e degli istituti faunistici pubblici e privati, aperta al contributo di tutti i cacciatori interessati. Favorire il coinvolgimento e la partecipazione alle scelte rimane l’obiettivo della CCT.
Il tempo è ora; lavoriamo uniti per il futuro della nostra passione!

Di seguito scaricabile il volantino dell'iniziativa:

I fondamentalismi superano sempre ogni logica. Anche quando si parla di ambiente o di animali, non possiamo fare a meno di  rilevare come la realtà delle cose o la soluzione di problemi oggettivi, rappresenti per certe frange animaliste, un terreno di scontro ideologico dove la realtà viene deformata e il buon senso e la verità dei fatti, stravolti sull’altare dello scontro e della divisione.
Una premessa che può calzare di fronte alla notizia apparsa qualche giorno fa sul “Fatto Quotidiano”  e che ha avuto come protagonista e vittima un parlamentare del Movimento 5 stelle.
Il deputato Filippo Gallinella è infatti il primo firmatario di una proposta di legge, peraltro promossa dalle Regioni, finalizzata a superare alcuni contenziosi inerenti le attività di controllo della fauna selvatica (abbattimenti e catture)  attraverso personale abilitato e munito di licenza di caccia.
Una proposta già nei fatti presente nella normativa di numerose regioni , dove si prevede l’applicazione dei piani di controllo attuati non solo tramite le guardie venatorie ed i proprietari dei fondi, ma anche coadiuvati da operatori (cacciatori) abilitati dalle regioni previa frequenza ad appositi corsi.
Per l’ E.N.P.A. si è consumato un tradimento politico del Movimento 5 stelle e già si grida allo scandalo;
al grido di caccia tutto l’anno i soliti animalisti denunciano una cosa inesistente. Su un provvedimento opportuno e necessario per il superamento di contenziosi  e per ristabilire, gli elementi di corretta gestione faunistica, ingenerano l’ennesima guerra santa contro la caccia ed i cacciatori.

Di seguito un estratto dell’articolo apparso sul Fatto Quotidiano:

Per gli animalisti dell’ Enpa il Movimento 5 Stelle “tradisce chi ama gli animali e ha riposto fiducia in un cambiamento”. Per Filippo Gallinella, firmatario del provvedimento incriminato, le accuse sono solo il frutto di una “polemica ideologica”. Al centro del contendere c’è una proposta di legge (primo firmatario proprio il deputato grillino) sulla semplificazione in materia di agricoltura, caccia e pesca, attualmente in discussione in Commissione Agricoltura alla Camera. La misura recepisce una richiesta di modifica della legge 157/92 sul controllo della ‘fauna selvatica’ avanzata dalle Regioni, che chiedevano da tempo l’introduzione della figura del cosiddetto “operatore abilitato“: una legge che per gli animalisti di fatto autorizzerebbe la “caccia tutto l’anno” e che secondo l’AdnKronos ha trovato voci contrarie anche all’interno dello stesso Movimento 5 Stelle.
Accuse che Filippo Gallinella, presidente della XIII Commissione, ha rispedito al mittente, difendendo la sua proposta di legge: “Esiste un problema sollevato dalle Regioni – ha spiegato – Qualcuno ha voluto far passare questa norma come un’apertura alla caccia ma non è vero. In pratica, la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome ha chiesto al governo di intervenire modificando l’articolo 19 della legge 157/92. In base a questa norma “le Regioni, per la migliore gestione del patrimonio zootecnico, per la tutela del suolo, per motivi sanitari, per la selezione biologica, per la tutela del patrimonio storico-artistico, per la tutela delle produzioni zoo-agro-forestali ed ittiche, provvedono al controllo delle specie di fauna selvatica anche nelle zone vietate alla caccia”. Tale controllo, “esercitato selettivamente, viene praticato di norma mediante l’utilizzo di metodi ecologici su parere dell’Istituto nazionale per la fauna selvatica” ma “qualora l’Istituto verifichi l’inefficacia dei predetti metodi, le Regioni possono autorizzare piani di abbattimento“. In base alla proposta di modifica avanzata dalle Regioni (e recepita dalla pdl Gallinella) “tali piani devono essere attuati dalle guardie venatorie dipendenti dalle amministrazioni provinciali. Queste ultime potranno altresì avvalersi dei proprietari o conduttori dei fondi sui quali si attuano i piani medesimi o da operatori abilitati dalle Regioni e Province autonome di Trento e di Bolzano previa frequenza di appositi corsi, nonché delle guardie forestali e delle guardie comunali. In caso di abbattimento con arma da fuoco tali figure devono essere munite di licenza per l’esercizio venatorio“.
La proposta ha scatenato le ire dell’Enpa (l’Ente nazionale protezione animali), che accusa il M5S di “tradimento nei confronti di chi ama gli animali e ha riposto fiducia in un cambiamento“. “Grazie al Movimento 5 Stelle si rischia di assistere a veri e propri massacri, crudeli e inaccettabili – hanno scritto gli ambientalisti nella loro campagna contro la legge – condotti da cacciatori come quello della caccia alla volpe in tana, con mamme sbranate nel tentativo di difendere i loro piccoli lasciati agonizzare, o nei confronti dei cinghiali, dei piccoli caprioli e di tanti altri”. Per Gallinella, però, il fatto che questo provvedimento abbia acceso un dibattito interno “è positivo”: “Io – ha spiegato il deputato M5S – voglio trovare una soluzione a questo problema, ben venga il dialogo. La soluzione contenuta nella mia proposta può non piacere ma allora qualcuno mi deve dire cosa si può fare per dare una risposta all’agricoltore che si ritrova la vigna distrutta, il campo di grano distrutto… per non parlare degli incidenti stradali e delle ripercussioni sul fronte sanitario” della proliferazione della fauna selvatica.

Si sono concluse le selezioni del 4° memorial Enzo Zani, prova Enci giunta ormai alla sua quarta edizione, ed organizzata da Federcaccia provinciale di Siena, dalla CCT e dalla pro segugio sezione provinciale di Siena. Le eliminatorie, tenutesi nell'area addestramento cani delle Gabbra a Casole d'Elsa (Si). Gli esperti giudici Razzanelli Luciano e Baldi Marco, dopo aver selezionato quaranta soggetti, hanno selezionato i dieci finalisti che questo fine settimana nelle giornate di sabato 23 e domenica 24 Marzo, si contenderanno il trofeo.

La finale di questa prestigiosa prova ENCI si svolgerà nel territorio libero del demanio Regionale in località "La Selva" e sarà giudicata dal giudice Enci Dott. Massardi Marcello.

L'organizzazione delle due giornate di finali è affidata alle squadre di caccia al cinghiale garganella-giubberosse, che saranno supportate da molti volontari durante tutta la manifestazione.

Di seguito la classifica:

4° Memorial “ENZO ZANI” 2019

1° Classificato CROCIANI EMILIANO con SELVAGGIO ecc. punti 168.s
2° Classificato NENCINI FILIPPO con TITO ecc. punti 168.s
3° Classificato MARNIGA BARBARA con JAZZ ecc. punti 166.d
4° Classificato PARADISI GIANNI con LOLA ecc. punti 165.s
5° Classificato BERTI MIRKO con FOGLIA ecc. punti 165.d
6° Classificato ARZILLI PIERO con MAJA ecc. punti 165.s
7° Classificato ZOZZI CLAUDIO con PICCHE ecc. punti 163.d
8° Classificato ARZILLI PAOLO con TOPPOLO ecc. punti 163.s
9° Classificato GAZZARRI MIRKO con BRUSCHETTA ecc. punti 163.d
10° Classificato MARRAMI FABIO con CAMILLA ecc. punti 163.d

E’ prevista per oggi la discussione  al TAR Toscano del ricorso presentato dalle Associazioni Ambientaliste e Animaliste relativo al Calendario Venatorio 2018/2019 della regione Toscana. A seguito dell’ordinanza del Consiglio di Stato che ha accolto la richiesta di sospensiva su alcune parti del calendario ora sarà il TAR ad esprimersi sul merito delle argomentazioni avanzate dai ricorrenti e sulle copiose e puntuali controdeduzioni messe in campo dalla Regione Toscana e dal legale incaricato da Federcaccia Nazionale, Federcaccia Toscana e dalla Confederazione Cacciatori Toscani. Dopo settimane di polemiche e le pesanti ripercussioni subite sulla chiusura anticipata ad alcuni specie migratrici, la battaglia legale dovrà portare  i giudici del TAR ad esprimersi sul merito dei contenuti di un ricorso che rischia di aprire precedenti insidiosi, non solo per la Toscana, ma più in generale per l’articolazione dei vari calendari venatori delle Regioni. Il lavoro svolto in questi mesi dallo studio legale incaricato ha portato alla stesura di una ampia memoria che rappresenterà l’ossatura delle argomentazioni che verranno sostenute in aula.

  • Una disamina articolata sul tema relativo al calcolo dell’arco temporale, con particolare riferimento alle specie oggetto di pre-apertura e la corretta interpretazione del parere Ispra del 17 settembre 2010.
  • La ferma contestazione sulla genericità delle argomentazioni di natura cautelare accolte dal consiglio di Stato, relativamente ai tempi di prelievo della specie Beccaccia. La Regione in sede di stesura del calendario 2018/2019 aveva supportato la previsione del prelievo della specie al 31 gennaio a fronte di dati, monitoraggi, articolati in 10 anni di studi che andavano a superare i rilievi critici imposti dal parere Ispra.

Quest’oggi dunque si determinerà un passaggio decisivo dal quale non potranno prescindere le future valutazioni sul prossimo Calendario venatorio 2019/2020 e sulle proposte da presentare e sostenere nei futuri tavoli di confronto con la Regione Toscana.
Per gli esiti di questa sentenza e per conoscere nel merito il pronunciamento dei giudici, dovremmo purtroppo attendere alcune settimane. Per quanto di nostra competenza è evidente come sia stato compiuto il massimo impegno per supportare al meglio questo importante passaggio. Un lavoro concreto, che auspichiamo possa produrre risultati utili per tutti i cacciatori e riconsegnare ad essi la certezza del diritto.

L’approvazione del nuovo piano faunistico venatorio regionale è una delle principali priorità per i prossimi mesi. Da tempo la Confederazione Cacciatori Toscani in tutte le sedi istituzionali, nelle numerose iniziative territoriali e negli incontri tenuti con tutti i gruppi consiliari, ha spronato la Regione Toscana e l’assessore Remaschi ha farsi carico di questo fondamentale strumento di pianificazione.
Solo con il nuovo PFVR si potranno ridefinire compiutamente ruolo e perimetrazione degli istituti faunistici pubblici e privati, ed applicare sugli stessi le scelte per una loro eventuale trasformazione o per eventuali nuove istituzioni.
Il piano faunistico pertanto è lo strumento che ci permette di dare una lettura attuale alla gestione faunistico venatoria della Regione, in relazione ai profondi cambiamenti che il territorio ha subito in questi ultimi anni.
La Crisi della piccola selvaggina stanziale, la presenza degli ungulati all’interno degli istituti con le relative ripercussioni sul comparto agricolo, la totale mancanza di coordinamento tra la gestione del territorio a caccia programmata e quella relativa alle aree protette ecc. rappresentano alcuni dei principali aspetti su cui andrà impostata una nuova strategia gestionale efficace, capace di delineare una prospettiva di impegno per i prossimi anni.
Registriamo con piacere che dopo mesi di smarrimento, anche alcune delle altre associazioni venatorie stiano adesso condividendo queste necessità. Da sottolineare favorevolmente che questa determinazione sembra aver trovato una positiva attenzione anche nella politica e nel consiglio regionale. A tal riguardo vogliamo rimarcare l’importanza della recente mozione presentata in consiglio regionale dal gruppo consiliare della Lega Nord ed emendata da alcuni consiglieri del Partito Democratico tra i quali Simone Bezzini.
La mozione approvata a maggioranza in aula parte dalla premessa che il PFVR scaduto dal 2015, sta generando incertezze normative che devono pertanto essere superate al fine di garantire la massima certezza del diritto per tutti i cacciatori toscani.
Durante l’ultimo tavolo di concertazione come precedentemente annunciato dal presidente Rossi, la giunta regionale ha espresso la volontà di attivare da subito il lavoro per la predisposizione di una prima bozza di piano sulla quale incentrare il confronto e la discussione con i vari portatori di interesse.

Altra nota su cui ci preme richiamare l’attenzione riguarda la modifica apportata dalla delibera numero 333 dell’11 Marzo 2019, riguardante il piano di prelievo ed il calendario venatorio nelle aree non vocate alla caccia di selezione al cinghiale, dove si chiarisce in sostanza che non è consentita la pratica del foraggiamento attrattivo per la stessa.

A tal scopo di seguito allegato il testo della delibera:

Milioni di giovani e ragazzi stanno manifestando in queste ore per porre l'attenzione dei governi sui cambiamenti climatici e sulle sorti del pianeta. Un monito profondo agli adulti ed alla generazione che è responsabile per il loro futuro.
La cosa è seria, nessuno può rimanere indifferente!!
#gretathunberg #globalstrike #riscaldamentoclimatico


E’ uscita in questi giorni, la notizia che nel Regno Unito grazie ad un progetto frutto della partneship tra Taste of game e Food theachers center entro il 2020, 60.000 studenti saranno formati e preparati a saper cucinare la selvaggina. In Inghilterra le vendite di carni provenienti da animali selvatici è in netto aumento;e pertanto diventa essenziale educare le giovani generazioni a conoscere e saper cucinare questa preziosa e sana fonte di alimentazione. Nel nostro paese, purtroppo, siamo ancora lontani da questo grado di progettualità; manca una volontà politica forte per la valorizzazione di un patrimonio immenso, quanto poco conosciuto dall’opinione pubblica. Anche in Toscana, l’idea di poter attivare un percorso di filiera di queste carni con la creazione dei centri di sosta e di lavorazione, si è sostanzialmente arenata per la mancanza di un progetto organico supportato da investimenti pubblici adeguati e in stretta collaborazione con la piccola e grande distribuzione. Siamo pertanto ancora lontani dalla creazione di un “brand” delle carni provenienti dal territorio toscano e lontani dall’affermazione di una cultura diffusa sul consumo di questa risorsa, in passato destinata solo ai nobili, e che oggi invece potrebbe rappresentare una grande opportunità per tutti i cittadini. Carni dal grande valore organolettico, prive di antibiotici, e dal gusto unico ed intenso, sono ancora quasi sconosciute per molti italiani. La caccia, in questo senso, può assumere un ruolo decisivo, con la cucina e una materia prima di alto valore, si possono recuperare valori culturali e sociali creando economia per dare centralità ad una attività spesso svilita, umiliata e relegata alla polemica e allo scontro ideologico. Ci sono tutte le condizioni, per avviare in modo deciso una battaglia frontale contro l’animalismo, contro i diktat del vegan, e raccogliere la sfida del benessere animale e la salubrità di ciò che troviamo nei nostri piatti. Sarebbe anche sbagliato affermare che nonostante i ritardi, anche da noi, nulla si muove ed accade in questo senso. Da anni, qua e là, si stanno promuovendo esperienze pilota qualificate, ma purtroppo scollegate da un progetto ben coordinato e di ampio respiro. Ad oggi anche i vari tentativi messi in campo a livello nazionale, non sono riusciti a generare, almeno fin qui, una apprezzabile accelerazione su questa importante tematica. Eppure, sul territorio, si svolgono ogni settimana numerosi eventi, che hanno di base la cucina e le carni di selvaggina. Domenica scorsa, al Circolo “Lo Stivale” di Bagno a Ripoli (FI) si è svolta una bella, quanto particolare, iniziativa promossa dalle Federcacciatrici di Firenze. Donne e ragazze impegnate a dare una dimensione nuova e moderna al loro modo di vivere la passione per la caccia, promuovendo ed organizzando tanti progetti ed iniziative improntate a dare visibilità al nostro mondo, parlando a chi oggi non conosce o diffida della caccia e dei cacciatori. Donne orgogliose di dimostrare all’esterno un modo di essere e di vivere una passione dalle radici profonde che è anche tesoro di conoscenza e competenza. A Bagno a Ripoli le Federcacciatrici in collaborazione con la Confederazione Cacciatori Toscani hanno messo assieme alla buona cucina anche la solidarietà. Una solidarietà dal volto concreto che le vede oggi partecipi del progetto “A Caccia di Acqua” solidarietà per Kaoural.

Una iniziativa promossa dal Comune di Scandicci in collaborazione con Water Right Fondation che si prefigge di realizzare infrastrutture ed aiuti organizzativi e tecnici per portare l’agricoltura e la produzione di alimenti nei territori dell’Africa. La caccia è parte di questo modo concreto di esprimere la solidarietà e oggi contribuisce a sostenere una diversa visione del mondo e delle grandi ingiustizie.

L’assessore all’istruzione di Scandicci Nadiaye Diye non ha mancato di riaffermare questi importanti aspetti che hanno dato all’evento una importanza di più ampio respiro.

Dopo l’intervento del Dott. Simone Tofani, Presidente Provinciale della Federcaccia Firenze e quello della Dott.ssa Veronica Racanelli e della Dott.ssa Elisa Mazzei, il Dott. Massimo Fabbri ha introdotto il tema del trattamento e della valorizzazione delle carni di selvaggina. Molto apprezzata infine, la comunicazione tenuta da Paolo Gori, chef della prestigiosa trattoria da BURDE di Firenze. Gori ha illustrato con estrema efficacia, quelli che oggi sembrano essere i luoghi comuni più presenti tra i potenziali consumatori di selvaggina. Difficoltà nella preparazione, elaborazione dei piatti e delle ricette, scarsa adattabilità di queste carni, con i ritmi e i tempi ristretti che la società di oggi impone anche in cucina. Lo chef ha saputo “smontare” ognuna di queste presunte limitazioni, spiegando come oggi sia possibile un utilizzo, che tramite la conoscenza e pochi accorgimenti, può consentire a chiunque di preparare anche in pochi minuti piatti insuperabili ed adattati ad ogni esigenza. Potremmo dire che anche a Bagno a Ripoli si è respirata l’aria di Londra? Che la porchetta di capriolo sarà l’arma su cui impostare la riscossa culturale dei cacciatori? Forse! L’importante è andare avanti e lavorare per dare organicità ad un progetto che sicuramente può aiutare tutto il mondo venatorio.

Iniziata la stagione con i migliori auspici; Dopo la grande affluenza alla prima gara svoltasi ad Arezzo in occasione del 4° Trofeo della Valtiberina, a Lucignano, domenica scorsa, la cosa si è ripetuta durante lo svolgimento della 3° edizione del Trofeo della Valdichiana Senese ed Aretina.

Le belle giornate trascorse insieme ai fedeli ausiliari, condite da un sano agonismo, hanno messo in evidenza il tema fisso dell’unità del mondo venatorio che la CCT sta perseguendo con caparbietà e lungimiranza, e soprattutto con ottimo risultati in questi anni.

Concetto che ha voluto ribadire anche il delegato della CCT presente alla premiazione: “la cinofilia come mezzo importante per raggiungere l’unità del mondo venatorio”. Infatti dice: “La CCT quest’anno si è dotata di un importante e variegato calendario che comprende numerose prove in tutta la Toscana”.

Di seguito la classifica: Per la Cerca: 1° Class. Emy di Valenti; Per i Continentali: 1° Class. Dik di Bardelli; Per gli Inglesi: 1° Class. Contador di Lodovichi. Per i Cacciatori: ° Class. La setter inglese Zora di Bianconi.

***

Il 9 e 10 Marzo invece a S.Miniato in provincia di Pisa, si sono tenute le ultime due giornate delle prove di qualificazione alla semifinale del Campionato Regionale CCT per cani da seguita su lepre. Sono state due grandi giornate di cinofilia sportiva che hanno visto la partecipazione di tanti concorrenti con cani di grande qualità.

15 Turni in Singolo, 16 turni in coppia e 8 turni in muta sono la più evidente conferma dell’interesse che i cinofili hanno verso questo nostro campionato.

Ben 15 partecipanti hanno acquisito la qualifica per aggiungersi agli altri semifinalisti che nelle prove precedenti avevano ottenuto la qualificazione.

La semifinale che si terrà a Montelopio (Pi)il 30 Marzo si presenta, nelle 3 categorie, molto combattuta, tanti con validissimi segugi sono i concorrenti che parteciperanno dietro nostro invito, i migliori della semifinale il giorno successivo si contenderanno il titolo di campione regionale Toscano 2019.

Sarà un ulteriore sforzo che vedrà il nostro corpo giudicante impegnato in un ulteriore lavoro, possiamo però dire fin da ora che il campionato 2019 per cani da seguita su lepre è stato un grande successo che ci stimolerà a migliorare il campionato prossimo.

***

Ed infine a Vicchio, presso la bellissima A.A.C. di Santa Maria a Fabbrica, si è svolta la prima prova combinata cane cacciatore a quaglie della CCT, valevole per il campionato Regionale della Confederazione.

Nonostante una non così guarnita partecipazione, i concorrenti con i loro ausiliari, si sono dati battaglia in questo debutto tra le prove CCT del campo fiorentino, certi che l’anno prossimo, in un palcoscenico simile, ci sarà sicuramente da divertirtisi…

Per adesso complimenti ai concorrenti, ai loro ausiliari ed un ringraziamento speciale a tutto lo staff della struttura, Marco Asirelli e Marco Fabbri in prims, per l’ospitalià ed il bel pranzo. Il clima respiratosi e la sinergia d’intenti dimostrata, vanno ad avvalorare il processo unitario che la confederazione si propone di instillare tra tutti i cacciatori; per dare un futuro alla cinofilia, per dare un futuro alla Caccia!!

Di seguito la classifica. Per la Cerca: 1° Class. Santini con Zeta, 2° Class. Marini con Ivrea, 3° Class. Godi con Amos; Per i Continentali: 1° Class. Cappellini con Margo’, 2° Class Cappellini con Stellina; Per gli Inglesi: 1° Class. Cappellini con Macchia, 2° Class Cappellini con Wisky; 3° Class. Menicucci con Full.

Grazie a tutti!! Ci vediamo Questo week-end!!!

Di seguito alcuni scatti delle prove:

 

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La caccia al colombaccio ormai è una realtà affermata che raccoglie migliaia di appassionati in tutta Italia con l'attività dei cacciatori praticanti che non si limita ai soli mesi di caccia, ma bensì si prolunga durante tutto l’arco dell’anno, con fiere, manifestazioni e vere e proprie gare per i richiami vivi selezionati dai colombacciai.
Come in ambito cinofilo, la selezione, fatta dagli allevatori in questo caso su piccioni, ibridi e colombacci, ha portato nel corso del tempo, ad un miglioramento qualitativo non indifferente dei richiami che, oltre ad essere utilizzati in ambito venatorio, vengono poi esibiti in vere e proprie gare su tutto il territorio Regionale.
Dato che le attività ludiche correlate al mondo della caccia sono parte integrane e fondamentale di quella socialità che solo l’attività venatoria sa’ richiamare, la CCT, in collaborazione con il Club Italiano del colombaccio, organizzano il primo vero e proprio corso per la formazione di giudici per richiami vivi, che saranno poi abilitati al giudizio nella varie manifestazioni.
L’intento è quello di valorizzare quanto più possibile la selezione ornitologica in ambito venatorio, al fine di rafforzare e valorizzare la tradizionale caccia al colombaccio praticata in tutte le sue forme ed in continua e costante evoluzione.
Di seguito scaricabile il volantino dell’iniziativa:

Allegati:
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Da tempo, il dibattito sui temi legati all’attività venatoria è sempre più incentrato sugli ungulati e sul rapporto tra la presenza di queste popolazioni e i danni alle produzioni agricole.
E’ altrettanto vero, che tali criticità hanno portato, lontana dai riflettori, una grande emergenza che sta caratterizzando da anni il cambiamento dei costumi e delle pratiche venatorie di molti cacciatori.
Ci riferiamo alla piccola selvaggina stanziale, una volta “nobile”, che vive ormai una crisi drammatica che talvolta appare irreversibile. Le cause, come per tutti i problemi complessi, sono plurime e tra loro spesso legate. Anche la cattiva gestione faunistica e alcune pratiche discutibili, hanno sicuramente aggravato il problema; sarebbe però alquanto sbagliato individuarle come il cuore del problema stesso, perché così non è!  In un recente articolo che sarà pubblicato sul numero di aprile della rivista di Sentieri di Caccia, il Dott. Francesco Santilli rileva come la rarefazione di specie, un tempo abbondantemente presenti nei territori della campagna toscana siano oggi solo un ricordo.  Non ci riferiamo solamente alla Starna, alla rarefazione degli altri Galliformi ed in parte dei lagomorfi, ma anche ad altre specie appartenenti all’avifauna tipica degli ambienti agricoli. Come ben affrontato da Santilli è chiaro che la crisi di queste specie è legata al peggioramento delle condizioni ambientali delle aree agricole che a sua volta ha un effetto negativo su tutto l'ecosistema delle nostre campagne. Non per nulla oramai si osserva da decenni un declino di tutta l'avifauna degli ambienti agricoli come allodole, e molti altri passeriformi. Dobbiamo constatare che le politiche agro-ambientali fin qui intraprese a livello comunitario non hanno sortito gli effetti sperati. La perdita di biodiversità non sembra arrestarsi. Non basta avere delle produzioni di nicchia biologiche, quando su gran parte del territorio le tecniche agricole rimangono scarsamente sostenibili perché caratterizzate da monocoltura, uso indiscriminato di antiparassitari e da lavorazioni sempre più rapide e frequenti che lasciano il terreno scoperto per lunghi periodi.
Anche in Europa ci si interroga su questi aspetti , ma soprattutto esistono esperienze e progetti che andrebbero ripresi e realizzati anche nel nostro paese, attraverso una lucida strategia condivisa con Regioni, ATC, Associazioni venatorie ed agricole.
Una delle più avanzate esperienze agro-faunistiche che sta diventando il punto di riferimento in Europa è l’Allerton Project; un progetto realizzato in Inghilterra con lo scopo di recuperare la piccola selvaggina che però ha avuto ricadute significative su tutta la biodiversità (dalle farfalle all’avifauna).
In Spagna il Ministero dell'Agricoltura ha istituito "Agro-habitat" , un gruppo operativo su agricoltura sostenibile e biodiversità. A condurre questo gruppo è stata chiamata la Fondazione Artemisan, organizzazione scientifica che è espressione delle associazioni venatorie spagnole.
In Francia, proprio dalle associazioni venatorie partono ogni anno iniziative per rendere l’agricoltura più sostenibile. I cacciatori partecipano con il loro volontariato a progetti di piantumazione delle siepi volte a combattere l’erosione e creare migliori condizioni per la fauna selvatica. Ci sono anche progetti di collaborazione con il mondo della viticoltura per rendere questa attività, più sostenibile anche dal punto di vista faunistico.
Anche in Italia ed in alcune realtà della nostra regione sono stati realizzati esempi virtuosi dove  siamo riusciti a determinare importanti risultati in controtendenza. Esempi di buona gestione che coinvolgono numerose Zone di Ripopolamento e Cattura e anche innovative Aziende Faunistico Venatorie, dove si è riusciti a ristabilire un forte e fecondo rapporto tra agricoltura e biodiversità.
Per questo sarebbe opportuno fare un ricognizione a livello nazionale di tutte queste positive esperienze che sono sparse sul nostro territorio, sia che si tratti di istituti pubblici come le Zone di Ripopolamento e Cattura, sia che si tratti di istituti privati come le Aziende Faunistico Venatorie, in modo da dimostrare che il rapporto fra agricoltura e biodiversità non è definitivamente compromesso, ma che invece può ricostituirsi proprio a partire dalla buona gestione faunistico venatoria.
L’avvento dell’agricoltura biologica può dare un aiuto enorme al cambiamento delle condizioni agricole e al volto di un territorio per anni stravolto da pratiche agronomiche incentrate sulla monocoltura e sulla massimizzazione della produzione. Qualche colpo, in questa nuova direzione sembra averlo già battuto sia l’ Europa, con i nuovi assi strategici previsti nella riforma della nuova PAC, sia il Parlamento Italiano proprio qualche giorno fa alla Camera dei Deputati. Lo scorso 26 febbraio è stata approvata una mozione all’unanimità da parte di tutti i deputati appartenenti ai vari schieramenti politici, di alto valore strategico.
L’atto impegna il governo al limitare l’utilizzo di pesticidi in agricoltura al fine di assicurare un alto livello di protezione nella salute umana, animale e degli ecosistemi. I dati sono impressionanti; nel nostro paese vengono utilizzate annualmente 130.000 tonnellate di pesticidi che contengono 400 sostanze diverse ed estremamente dannose per la contaminazione degli habitat, del suolo, delle acque e del cibo.
La possibilità ammessa per legge di tollerare su ogni singolo prodotto agricolo, fino a 10/20 residui diversi di prodotti di molecole pericolose di sintesi porta ad effetti sinergici fortemente negativi. La mozione impegna il governo a rivedere il Piano Nazionale sui prodotti fitosanitari imponendo un più attento e puntuale monitoraggio anche a tutela delle acque. Una serie di impegni che vanno verso la sostituzione di un modello di agricoltura intensiva con carichi molto pesanti a livello chimico, oltreché energetico. Un tentativo concreto per valorizzare l’agricoltura biologica e con essa le positive ricadute per la fauna selvatica.
Tematiche complesse dunque sulle quali occorre ripensare una strategia anche da parte del mondo venatorio.
La Confederazione Cacciatori Toscani farà la sua parte.
Abbandonare la strada della conflittualità e occuparci del futuro della caccia con preparazione e modernità  è un nostro compito ma anche un nostro dovere!

   

   
  Toscana   Sez. Firenze                                      

        

CEDAF


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News Locali

SEMIFINALE 1° TROFEO LADY CCT PROVINCIA di LIVORNO

Si è conclusa la semifinale, si sono qualificate per la finale : Sara Cenci con Picche 164, e Dottore 163, Marica Lupi con Argo 162, Martina Giannecchini con Maia 161 e Sonia Santi con Dolore.
complimenti dell'organizzazione a tutte le conduttrici,donne con una marcia in più.

Di seguito alcuni scatti della giornata:

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LEGGE OBIETTIVO: LA CCT DI LIVORNO INCONTRA SQUADRE E DISTRETTI

Al via il processo di ascolto e confronto

Non faremo sconti alla politica sulla Legge obiettivo. Questa è la sintesi di quanto emerso ieri nell’incontro promosso dalla CCT di Livorno con i rappresentanti dei distretti e delle squadre per la caccia al cinghiale operanti sul territorio. L’iter di revisione e di verifica della Legge 10/ Legge Obiettivo per gli ungulati, iniziato alcune settimane fa al tavolo di confronto voluto dal Presidente Rossi sui temi collegati all’attività venatoria, ha portato la Confederazione Cacciatori Toscani ad aprire un percorso di ascolto sulle varie realtà territoriali per giungere alla definizione di una posizione condivisa e di proposte da presentare alla regione ed al Consiglio Regionale.

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Sentieri di Caccia


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Gestione Faunistica in Pillole

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Nuovo Piano Faunistico Reg.le

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Sport e Cinofilia 2019


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1° Trofeo Antonio Santarelli


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2° Campionato Reg.le su Lepre

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2° Edizione Speciale Spaniels

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5° Trofeo Isola d’Elba

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Siena: 1° Prova Campionato CCT

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IV Trofeo Valtiberina CCT

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Trofeo CCT Memoria LEDO GOVI

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4° Memorial Enzo Zani

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2° Camp. CCT Prov. GR Cinghiale

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2° Trofeo Mauro Mannari

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Gara di tiro al piattello

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Pranzo Sociale S. Giovanni V.A.

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7° Fiera degli uccelli

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Corso per aspiranti cacciatori

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Corso formazione per dirigenti

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Corso giudice gare richiami vivi

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Corso conflitto fauna/att. umane

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Corso erbe selvatiche

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Progetto The data from the sky


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C. Ornitologico Porto allo Stillo

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Centro Ornitologico Malpasso

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Conv. Naz.le progetto ANASAT

Il Colpo d’Ala

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Tos Caccia


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Nuove aree vocate al Cinghiale


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