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Solidarietà per Kaoural

In questi ultimi tempi, la caccia, ma soprattutto la figura del cacciatore, viene sovente rappresenta con il volto negativo di una attività lontana da quella che sembra essere la sensibilità comune.
Purtroppo noi cacciatori siamo più portati a lanciare messaggi difensivi, talvolta corporativi, che ad agire con la forza di una battaglia comunicativa verso l’esterno. Anche i temi di interesse generale, come la solidarietà, l’impegno sociale, la difesa dell’ambiente, sono spesso al centro di tante iniziative che caratterizzano il nostro agire quotidiano di cui però non sappiamo troppo spesso dare diffusione e portare a conoscenza tra i cittadini. E’ per questo che oggi vogliamo segnalare e far conoscere una bellissima iniziativa scaturita dal gruppo delle “Federcacciatrici di Firenze” impegnate nella realizzazione di un progetto rivolto all’ Africa ed al Senegal e quindi alle tante sofferenze di un popolo tra i più poveri al mondo. "A caccia di … acqua – solidarietà per Kaoural” è un progetto promosso dal Comune di Scandicci e Water Right Foundation d’intesa con il Comune di Aouré, Gie Mbentaré Rewbé e l’Ambasciata del Senegal in Italia, avrà una durata di 36 mesi e prevede la costruzione di un ambulatorio, di quattro pozzi, di un perimetro agricolo di 4 ettari, la messa a disposizione dell’attrezzatura per lo sfruttamento di un terreno agricolo e di un mulino per il miglio, la diffusione di pannelli solari, la formazione alle buone pratiche di utilizzo dell’acqua, del miglioramento delle tecniche agricole e della promozione dei prodotti locali ad alto valore nutritivo, oltre all’ organizzazione di gemellaggi tra la scuola elementare in loco e una scuola individuata a Scandicci, la sensibilizzazione e la mediazione interculturale nelle scuole con animatori senegalesi in Italia e la divulgazione del progetto attraverso incontri pubblici e all’interno di manifestazioni cittadine.
Gli obiettivi che si puntano a raggiungere sono molteplici:

  • Assicurare la gestione dell’acqua per le strutture socio-sanitarie e le attività agricole;
  • Assicurare l’approvvigionamento dell’energia elettrica;
  • Sviluppare le colture ad alto valore economico per migliorare il reddito delle popolazioni;
  • Migliorare le condizioni sociosanitarie dei villaggi, in particolare di giovani e donne;
  • Migliorare e alleggerire il lavoro delle donne;
  • Sviluppare l’imprenditoria rurale attraverso le attività generatrici di reddito e formare le donne dei due villaggi alle nuove tecniche agricole.

Per consentire concretamente la realizzazione di questi importanti contenuti, le Federcacciatrici fiorentine e la Federcaccia di Firenze in collaborazione con la Confederazione Cacciatori Toscani daranno vita ad un importante evento, domenica 10 marzo 2019, presso il circolo “Lo Stivale” Bagno a Ripoli (FI) come da programma allegato.
Il ricavato sarà interamente devoluto al progetto Solidarietà per Kaoural.
In considerazione dell’importanza di una iniziativa, che vede impegnati numerosi enti, associazioni e istituzioni, auspichiamo una larga partecipazione all’evento rivolto anche a famiglie e bambini.

Di seguito in allegato scaricabile il programma dell'evento: 

La Confederazione Cacciatori Toscani con soddisfazione, pubblica l’articolo riportato della Nazione di Lucca che mette in risalto l’ottimo operato del Comitato di Gestione dell’ ATC Pistoia 11. Una buona notizia per tutti i cacciatori ed un esempio di come gli ATC siano un insostituibile strumento per la gestione faunistica e per la tutela del territorio.

Il Presidente della Federcaccia di Firenze prende posizione:

Nel silenzio più assoluto e senza alcun confronto preventivo, abbiamo appreso con stupore che il Commissario dall’ATC 5 Firenze sud ha deciso di modificare le quote di iscrizione per l’esercizio della caccia di selezione al cinghiale in area non vocata per l’anno 2019, dividendo il territorio in 3 distretti e, differentemente da quanto accaduto nel 2018, costringendo chi volesse effettuare tale esercizio su tutto il territorio dell’ATC a pagare € 20 in più rispetto al passato
Un ulteriore tassa per i cacciatori senza che la nostra associazione sia stata coinvolta in tali scelte. Forse altri sì.

Dopo tanto clamore, scatenato ad arte dai professionisti della polemica, sulle quote approvate dall’ ATC 4 Firenze nord, per la caccia al cinghiale, su questa grave decisione del Commissario ATC FI 5, abbiamo invece assistito a silenzi assordanti che dimostrano ai cacciatori la volontà di talune associazioni di polemizzare  esclusivamente a seconda dell’interlocutore!

Il 2019 si presenta come un anno veramente denso di gare e manifestazioni cinofilo – sportive che caratterizzeranno una programmazione di eccellenza.  Grazie all’ impegno di tutte le Associazioni confederate ad all’ insostituibile lavoro dei nostri volontari, del corpo giudicante e dei delegati di gara, è stato possibile raggiungere questo lusinghiero risultato che afferma il valore del messaggio unitario anche nel settore cinofilo-sportivo. Un messaggio che presenta il volto positivo di un mondo venatorio, troppo spesso dipinto negativamente e che al contrario dimostra di sapersi presentare come un soggetto collegato alla società ed alle attività outdoor.
Un ringraziamento caloroso va dunque a tutti coloro che anche in questa stagione si impegneranno sui campi di gara e nelle feste, orgogliosi del progetto unitario che stiamo portando avanti, ormai divenuto patrimonio della stragrande maggioranza dei cacciatori toscani.

Di seguito scaricabile in allegato il programma cinofilo sportivo CCT 2019:

 

Riportiamo la risposta inviata agli organi di stampa del Presidente Federcaccia di Grosseto Luciano Monaci sull’ennesima polemica di basso profilo innescata da alcune Associazioni Venatorie ormai in palese stato confusionale.

Leggo sul IL TIRRENO del 08/02/2019, alla pagina stagione venatoria, dove si parla dell’incontro dei cacciatori con l’Assessore Remaschi , affermazioni dei rappresentati dell’Arci Caccia Regionale e Nazionale non veritiere e tendenziose, nell’affermare che Federcaccia avrebbe disertato, se pur invitata, l’incontro con i cacciatori. Mi preme precisare che nessun invito è mai arrivato alla sede Regionale di Federcaccia, e che più volte ho fatto presente al Presidente provinciale di Arcicaccia che l’invito doveva essere rivolto alla Confederazione dei Cacciatori Toscani, composta da FEDERCACCIA TOSCANA, ARCT (Associazione Regionale Cacciatori Toscani), ANUU MIGRATOIRISTI e E.P.S ( Ente Produttori Selvaggina) e che ben volentieri avremmo partecipato all’incontro. La risposta è stata che mai e poi mai gli organizzatori avrebbero invitato la Confederazione dei Cacciatori Toscani e che avrebbero fatto anche senza di noi. Come oramai tutti sanno la Confederazione dei Cacciatori Toscani rappresenta, anche nelle sedi Istituzionali, le Associazioni aderenti portando istanze e proposte unitarie e condivise da oltre il 70% dei cacciatori Toscani. Ma bando alle polemiche, leggo con piacere, che il nostro messaggio lanciato anni fa di confederare le Associazioni Venatorie in un unico contenitore, sia oggi recepito anche da coloro che ancora non hanno aderito alla Confederazione dei Cacciatori Toscani, aperta a tutti, rispettando ogni e qualsiasi proposta, grandi e piccini, tutti con uguale dignità, nell’intento di costruire il futuro della caccia. Concordo con quanto affermato nell’incontro che è necessario lavorare sui contenuti e lasciare una volta per tutte da parte i campanilismi e la guerra delle tessere. Oppure ancora le tessere logorano chi non ce l’ha?

Il Presidente Provinciale Federcaccia Grosseto

Luciano Monaci

Nel tavolo istituzionale promosso dal Presidente della Giunta Regionale Enrico Rossi, è stato siglato ieri, il protocollo di intesa tra la Regione Toscana e le Associazioni Venatorie , Agricole e gli Ambiti Territoriali di caccia. Finalmente, dopo mesi di confronto, il lavoro promosso dal Presidente Rossi sta producendo i primi importanti risultati per affrontare e dare soluzione ai problemi che affliggono l’attività venatoria e per impostare le future scelte strategiche che la Regione si troverà a compiere. Per chi, come noi, ha rivendicato in tempi non sospetti l’esigenza di ristabilire un terreno di confronto e concertazione serio e avanzato tra portatori di interesse e la Regione, la giornata di ieri si caratterizza come un passaggio decisivo per l’apertura di una fase “ nuova” che dovrà essere accompagnata dalla capacità di tutti nel presentare proposte e obiettivi il più possibile condivisi. Le priorità e le sfide da affrontare sono molteplici ed il lavoro da svolgere dovrà essere sviluppato con competenza e puntualità da parte di tutti i soggetti firmatari del protocollo:

- il nuovo Piano Faunistico Venatorio Regionale, il Governo degli ATC, la discussione e rivisitazione della Legge Obiettivo per gli ungulati e le necessarie modifiche da introdurre, il nuovo Calendario Venatorio sono solo alcuni dei principali argomenti sul tappeto.
Temi, questi e altri, che connoteranno gli assi portanti della prossima Conferenza Regionale sulla Caccia; un appuntamento di alto profilo previsto, così come annunciato al tavolo, per il prossimo mese di giugno.
La firma del protocollo siglata ieri dal segretario della  CCT, specificamente delegato dalle Associazioni Confederate, ci vede pertanto impegnati con serietà e senso di responsabilità in questo determinante percorso. Il lavoro di ascolto e confronto che stiamo portando avanti sul territorio, tra i cacciatori e non solo, consentirà di supportare le proposte che saranno presentate al tavolo e concertate con i soggetti rappresentati. Un modo di lavorare e di pensare che mette al centro il confronto e il rispetto di tutti gli interlocutori in campo.
Al margine della riunione si è dovuto assistere  con tristezza e stupore a una sceneggiata improvvisata da un noto esponente di Liberacaccia, che non ha firmato il protocollo per la presenza della Confederazione Cacciatori Toscani. Aver paura di chi porta in dote un progetto unitario per il mondo venatorio e temere il confronto democratico sviluppato sulla forza degli argomenti e delle proposte concrete, non rappresenta un buon segnale per chi ha davvero a cuore gli interessi ed il futuro della nostra passione.
La volontà di rottura da parte dei mancati sottoscrittori, peraltro lasciati soli da altri “ compagni” di viaggio, rappresenta ancora una volta il volto gretto e corporativo di associazioni venatorie che producono solo divisioni tra i cacciatori. Un episodio quello di ieri, che può trovare spiegazione solo con il fatto che per qualcuno è iniziata la campagna elettorale e che si stanno utilizzando le sedi Istituzionali, per generare confusione e farsi propaganda in vista delle prossime elezioni Europee e Regionali, creando nemici e tensioni all’interno del mondo venatorio.

 

La LIPU torna nuovamente all’attacco sui calendari venatori delle regioni italiane. In un comunicato uscito in concomitanza con la chiusura della stagione venatoria, l’associazione ambientalista torna ad attaccare le regioni accusandole di una cultura “filo-venatoria”. La proposta che la LIPU avanza, è quella di trasferire le competenze sulla materia al Ministro dell’Ambiente sul piano nazionale e agli Assessorati all’Ambiente nelle regioni. E’ chiaro che lo scontro in essere con le posizioni in più occasioni espresse dal Ministro dell’Agricoltura Centinaio, di segno diametralmente opposto, abbiano generato, come del resto avviene sul larga parte dei temi all’ordine del giorno del Governo giallo-verde, l’ennesimo corto circuito tra Lega e CinqueStelle. La caccia, fino a ieri materia estranea al “patto di governo”, rischia di diventare terreno di scontro e di prove muscolari ancora dall’esito incerto. La battaglia che il mondo venatorio dovrà compiere con coraggio e grande autonomia, dovrà essere incentrata sul decentramento delle competenze e per il rafforzamento del ruolo delle regioni nel governo della materia. La caccia infatti è da sempre e per ragioni oggettive, parte del sistema rurale e agricolo. Lì, deve rimanere! Certo è che i prossimi mesi, si caratterizzeranno per l’acuirsi di una nuova stagione contro i calendari venatori e le regioni. La macchina della propaganda ambientalista e animalista è da tempo in moto e i condizionamenti verso l’opinione pubblica, saranno pesanti e sferrati su fronti molteplici. Dobbiamo essere capaci di sviluppare non solo una forte resistenza nei Tribunali Amministrativi e nelle sedi istituzionali, ma anche uscire allo scoperto nei confronti della politica sui temi che oggi ci stanno a cuore. La caccia (ormai pare certo), rappresenterà un terreno di confronto e scontro politico. Noi, dobbiamo esserci, portando in campo valori e posizioni chiare su cui misurare la politica o cosa rimane di essa.

La posizione espressa ieri con un comunicato dal Presidente di ConfAgricoltura Toscana, Dott. Miari Fulcis, nel quale si annuncia il possibile abbandono di questa organizzazione dal tavolo di confronto istituito dal Presidente Rossi, non può essere considerato un fatto di sola cronaca.
Per chi come noi ha a cuore “il confronto” tra tutti i portatori di interesse quale buona prassi istituzionale da perseguire sempre e comunque per affrontare e risolvere i tanti problemi sul tappeto, la notizia di un possibile venir meno dell’apporto di un’importante organizzazione come ConfAgricoltura, aggiunge ulteriori difficoltà ad una fase “complicata” nel rapporto tra organizzazioni, associazionismo e istituzioni.
Nell’ultima riunione del tavolo, sono stati affrontati temi relativi alla Legge Obiettivo sugli ungulati e all’ipotesi di una sua possibile proroga da parte della Regione. La Confederazione Cacciatori Toscani ha presentato un puntuale documento nel quale sono state evidenziate le criticità registrate in questa prima fase di attuazione e presentate le proposte di modifica di alcune parti della legge stessa.
Nella discussione, che ha registrato alcuni toni e affermazioni da parte di altri esponenti del mondo venatorio non condivisibili e pertanto a noi non ascrivibili, si sono prodotte tensioni che certamente non aiutano a ristabilire un terreno di comune lavoro nel rispetto delle singole posizioni.
L’auspicio della CCT è quello di recuperare questa frattura auspicando un ripensamento da parte del Presidente Fulcis, affinchè un’importante organizzazione agricola e la voce di ConfAgricoltura, possa continuare a dare il suo contributo al tavolo e nelle future occasioni di confronto sul tema degli ungulati ma anche sul resto delle problematiche che riguardano la caccia e il suo rapporto con le esigenze del mondo agricolo.
Gestione degli ATC, nuovo piano Faunistico Venatorio Regionale, risorse per il settore ecc.., non possono che vederci impegnati tutti, con responsabilità e con la determinazione necessaria, per riportare l’esperienza Toscana ai livelli che merita.

 

E’ di queste ore la notizia che le Associazioni Animal-ambientaliste Lipu, WWF, Enpa, Lav e Lac, promotrici del famigerato ricorso al Consiglio di Stato sul Calendario Venatorio della Regione Toscana hanno deciso di presentare un atto di rinuncia parziale ex art. 84 CPA sul ricorso stesso davanti al TAR Toscano.
Le Associazioni proponenti, per evitare un eventuale pronunciamento a loro sfavorevole sul alcuni temi sollevati (segnatura capi subito dopo l’abbattimento, carnieri nelle Agrituristico Venatorie, cumulo delle giornate per la caccia di selezione, tempi di caccia per alcune specie migratrici tra cui i Turdidi etc.) hanno deciso di ritirare parte del ricorso sui punti richiamati, lasciando pertanto in essere la discussione di merito di fronte al TAR solamente del punto 13 del Calendario venatorio per la violazione dell’ art. 18 commi 1 e 2 della L. 157/92 (arco temporale) e per il prelievo della specie Beccaccia. Pertanto, alla luce di quanto sopra riportato, alla prossima udienza del 19 Marzo di fronte al TAR Toscano resteranno da discutere solo i profili impugnativi relativi alla sottrazione dei periodi di “preapertura” e alla questione della chiusura anticipata della Beccaccia.
A parere della Confederazione Cacciatori Toscani, la scelta dei ricorrenti, mette ancora una volta in luce la debolezza e la genericità degli argomenti di merito presentati nel ricorso che purtroppo, nelle parti relative all’arco temporale e alla chiusura anticipata alla Beccaccia, hanno trovato accoglimento in via cautelativa nell’ ordinanza del Consiglio di Stato.
La battaglia legale è ancora viva e tramite i nostri legali continueremo a portare avanti tutti gli elementi per far sì che si verifichi un pronunciamento positivo da parte del TAR.

   

   
  Toscana   Sez. Firenze                                      

        

CEDAF


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