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Di poco fa’ l’ufficialità che la Toscana continuerà ad essere zona gialla anche nel prossimo fine settimana e fino alla nuova valutazione dei dati sanitari da parte del CTS.
 
Per il primo fine settimana dal periodo delle restrizioni nazionali adottate per il periodo delle festività, anche l’attività venatoria potrà essere praticata secondo le disposizioni del Calendario Venatorio Regionale.
 
La Segreteria CCT
Dal prossimo lunedì 11 gennaio la Toscana tornerà nuovamente ad essere gialla fino alla prossima valutazione del CTS, come appena annunciato dal Presidente Giani sui social.
 
Questo fine settimana, nelle giornate del 9 e 10 Gennaio dove anche la nostra Regione sarà classificata come zona arancione per l'entrata in vigore delle disposizioni nazionali, come anticipato questa mattina dall'assessore Saccardi e a noi confermato poco fa' dal Presidente Giani, grazie agli effetti dell’ordinanza n° 121 del 24 Dicembre sarà possibile continuare ad esercitare la caccia all’interno dell’ATC di residenza venatoria.
 
Dato il costante e continuo evolversi della situazione pandemica nel nostro paese, e dato anche il conseguente variare delle fasce di classificazione delle Regioni, ci preme ricordarvi che in regime di “zona gialla” si torna a cacciare secondo le disposizioni normative vigenti e del calendario venatorio regionale.
 
Indubbiamente un elemento di soddisfazione anche per noi cacciatori, dopo le restrizioni dell'ultimo periodo.
 
Vi terremo comunque aggiornati in merito ad ulteriori sviluppi ed a eventuali mutamenti inerenti lo svolgimento dell’attività venatoria anche nei prossimi giorni.
 
La Segreteria CCT
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
In una nota inviata al coordinamento degli ATC Toscani, l'assessore Saccardi specifica che anche durante il periodo delle Festività, durante le "giornate arancioni", saranno valide le disposizioni di deroga allo spostamento inerenti l'attività venatorio inserite all'interno dell'ordinanza n. 117 del 5 Dicembre 2020.
 
Pertanto sarà possibile esercitare la caccia all'interno dell'ATC di residenza venatoria, oltre alle altre modalità specificate nel testo, nelle giornate del 28 e 30 Dicembre 2020 ed il 4 Gennaio 2021.
 
La Segreteria CCT
In attesa di potervi comunicare quelle che saranno le possibili novità inerenti eventuali misure restrittive che potrebbero essere messe in atto durante le festività natalizie, auspicando anche che non vadano ad influire sull’esercizio dell’attività venatoria nella nostra Regione, vogliamo tornare nuovamente sul tema dell’unità.
 
Questa volta però vogliamo farlo con le parole di un cacciatore, socio della Federcaccia di Lucca, che tra le migliaia di cacciatori che hanno contattato la nostra struttura regionale durante le scorse settimane, ci ha sinceramente colpito.
 
Il momento di grave difficoltà che stiamo attraversando come cittadini, lavoratori e cacciatori, anzi fa’ apparire la necessità dell’unione vera e concreta del mondo venatorio, ancor più impellente e non più rinviabile. Un’unità vera e concreta costruita sui contenuti e sui comportamenti, e che produca effetti tangibili a beneficio della nostra categoria!
 
I cacciatori ce lo chiedono a gran voce!!
 
Buona lettura
 
"Colleghi della CCT,
 
in questi lunghi giorni di forzata inattività venatoria mi capita spesso di dedicare parte del mio tempo ad appassionati scambi di opinioni su gruppi di WhatsApp in ordine alle tante, troppe, problematiche che riguardano la caccia. Tra le varie tematiche, due emergono distintamente per larghissima, ma veramente larga, maggioranza di interesse e adesioni. La prima riguarda la diffusa volontà di perseguire, con forza e determinazione, l'unità di tutti i cacciatori sotto un'unica bandiera associativa, necessità avvertita come non più rinviabile, pena il lento ma irreversibile declino della caccia, anche se, devo dirlo, persistono forti componenti di sfiducia verso i vertici che dovrebbero realizzarla. La seconda, più legata al momento contingente ma sempre coerente con il criterio di unità della categoria, riguarda l'opportunità di non consentire eccezioni al principio sacrosanto che a caccia o si va tutti oppure nessuno, con ciò intendendo affermare la pari dignità di tutte le forme di caccia, egualmente meritevoli di considerazione e tutela. Purtroppo, certe determinazioni assunte da vertici di alcune associazioni venatorie non sembrano andare in tal senso e costituiscono una pericolosa discriminante a favore della caccia agli ungulati e a discapito di tutte le altre, con il rischio avvertito, ma del tutto reale, di creare cacce e cacciatori di serie A e di serie B. Mi rendo conto che quanto da me riportato può sembrare ovvio se non addirittura banale ma mi sono fatto portavoce di posizioni largamente condivise da molti cacciatori, come personale contribuito ad una sollecitata mobilitazione, ciascuno per quanto può, che possa essere da stimolo per intraprendere, senza ulteriori indugi, la strada dell'unità di tutti i cacciatori e del rispetto e ferma difesa di tutte le tipologie di caccia che sono patrimonio della nostra antica tradizione venatoria.
 
Ringrazio per l'attenzione e saluto cordialmente augurando a tutti buon lavoro.
Filippo Baroni"
...
 
"Gentile Sig. Baroni,
la ringraziamo per questa sua analisi che ci trova totalmente concordi. Il futuro della nostra passione e soprattutto la dignità di un'attività che ancora oggi può rappresentare un valore aggiunto per la società e per il mondo rurale, ha come unica ancora di salvezza quella di una rapida costruzione di un nuovo soggetto unitario che raccolga le migliori esperienze del mondo venatorio italiano. Un soggetto aperto, inclusivo, fortemente ancorato a una solida piattaforma programmatica. Questo soggetto non dovrà nascere solo dall'adesione delle attuali associazioni. L'unità si costruisce su una piattaforma ideale e programmatica con chi ci sta, aprendo poi questa prospettiva a tutti i singoli cacciatori. Legare i nostri destini alle schermaglie interne alle associazioni venatorie significa perdere l'appuntamento con la storia. Per questo in Toscana è nata l'esperienza della Confederazione, con l'ambizione di contaminare anche una riflessione Nazionale su questi problemi partendo da un'esperienza concreta che guarda al futuro.
I tempi davanti a noi, purtroppo, non sono infiniti e, occorre bruciare le tappe per giungere al più presto a questo obiettivo. La cultura imperante animalista, un falso ambientalismo salottiero e radicale, una politica disattenta e priva di una vision su questi problemi, rappresentano un mix che potrebbe velocemente travolgere la nostra categoria. Occorre pertanto reagire con intelligenza ed aprire in modo universale tra i cacciatori queste riflessioni per superare resistenze, tattiche e contraddizioni che oggi il nostro mondo non può permettersi. Anche sugli aspetti riguardanti il DPCM e l'eventualità che si possa giungere nelle realtà regionali a soluzioni di aperture parziali per forme di caccia sul territorio, la nostra posizione è netta e senza equivoci. Consentire la caccia solo per determinate forme di caccia ed in particolare solo per gli ungulati, perché c'è un problema da risolvere agli agricoltori, rappresenta un errore culturale e politico profondo. La dignità di questa attività si acquisisce attraverso una difesa della nostra tradizione nel più ampio contesto rurale e gestionale. La caccia non può essere vista come un insetto fastidioso ma utile per la lotta biologica. Non può essere considerata il male minore per risolvere un problema maggiore (danni all'agricoltura) perché così facendo la società ci accetterà solo per quelle che sono le necessità di un settore primario e non per quello che siamo e rappresentiamo, nei valori, nelle conoscenze e nella qualità del nostro rapporto dinamico con la natura e l'ambiente. Per queste ed altre ragioni, ci siamo fortemente dissociati in questi giorni da esperienze come quelle maturate in Emilia Romagna ed anche questa mattina i nostri vertici sono impegnati in un incontro istituzionale con l'Assessore all'Agricoltura e alla Caccia della Regione Toscana Stefania Saccardi, proprio per rappresentare la necessità di giungere ad una soluzione urgente per la caccia, garantendo lo svolgimento di "tutte" le forme di caccia all'interno dell'ATC.
Le possiamo assicurare che ogni ora del nostro lavoro giornaliero, è dedicata all'ottenimento di questo obiettivo. Consentire ai cacciatori Toscani lo svolgimento di un'attività che può essere svolta in totale sicurezza, senza cedere però, a divisioni interne che creerebbero danni irreversibili alla nostra credibilità.
Un cordiale saluto
 
La Segreteria CCT
CONFEDERAZIONE CACCIATORI TOSCANI"
...
 
"Amici della CCT,
grazie per la vostra articolata ed esaustiva risposta che getta sul futuro di tutti noi una luca di speranza. Condivido con Voi analisi e strategie e sono certo del vostro impegno quotidiano, appassionato e competente in difesa della Caccia e per la realizzazione, ormai irrinunciabile, dell'unità di tutti i cacciatori, obiettivi che motivano la vostra stessa costituzione ed esistenza. Grazie anche da parte dei tanti cacciatori dei quali ho rappresentato le posizioni per altro identiche alle nostre.
Augurando buon lavoro porgo a tutti i miei saluti più cordiali.
Filippo Baroni"

In Toscana, con il ritorno in “zona arancione” e con l’ordinanza appena firmata dal presidente Eugenio Giani in queste ore, sarà possibile andare a caccia all’interno dell’ATC di residenza venatoria.

Un risultato per il quale ci siamo battuti sin dal primo istante di classificazione della nostra Regione in fascia Rossa.

Il concetto di residenza venatoria ci è parso da subito un punto di forza per affermare un principio che salvaguarda tutte le forme di caccia rendendole possibili oltre il confine del solo comune di residenza anagrafica.

Questi i principali contenuti dell’ordinanza che emergono dalle notizie apprese dal Presidente del Consiglio regionale Antonio Mazzeo:

  • Fino al permanere della classificazione di fascia arancione, l’esercizio dell’attività venatoria è consentito nel comune di residenza, domicilio, o abitazione;

  • E’ altresì consentito l’esercizio venatorio nell’ATC di residenza venatoria, per tutte le forme di caccia, anche al di fuori del comune di residenza, domicilio o abitazione;

  • E’ consentita l’attività venatoria negli appostamenti fissi anche se situati al di fuori dei comuni di residenza, domicilio o abitazione ai titolari degli stessi; 

  • E’ consentita l’attività venatoria all’interno delle Aziende Faunistico – Venatorie e Agrituristico Venatorie (AFV e AAV) ed aree allenamento ed addestramento dei cani (AAC) anche se situate in comuni diversi da quello di residenza, domicilio o abitazione;

  • Per lo svolgimento della caccia al Cinghiale e per la caccia di selezione agli ungulati è comunque consentito lo spostamento per raggiungere e svolgere tale attività in caso il cacciatore sia iscritto ad una squadra di caccia al Cinghiale o ad un distretto per la caccia di selezione situato in comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione;

  • Inoltre, viene specificato che l’attività venatoria a seguito delle disposizioni dell’ordinanza sarà limitata ai soli residenti anagraficamente in Toscana. L’attività venatoria pertanto non sarà consentita ai cacciatori con residenza anagrafica ricadente al di fuori dei confini regionali, anche nel caso di abitazione o domicilio all’interno degli stessi;
  • Sarà inoltre consentito lo svolgimento delle attività di controllo faunistico art. 37 legge 3/94 per i soggetti abilitati e sotto il controllo della Polizia Provinciale all’interno dell’ATC di residenza venatoria.

Una risposta puntuale che consentirà anche ai cacciatori residenti in comuni urbanizzati e metropolitani la possibilità di praticare la loro passione con pari dignità.

A differenza di altre realtà regionali la Confederazione Cacciatori Toscani ha stabilito di seguire da subito una linea inequivocabile e ragionevole, che ripristinasse la certezza del diritto per un’attività che non meritava limitazioni, in quanto svolta all’aria aperta ed in piena sicurezza, in attesa di un rapido ritorno della Toscana in fascia gialla.

Il lavoro di continuo confronto e il materiale prodotto dalla nostra struttura Regionale hanno reso possibile questo risultato; abbiamo fatto comprendere alla politica ed alle istituzioni regionali che sarebbe stato sbagliato consentire soluzioni parziali per determinate forme di caccia, che avrebbero portato a divisioni interne al mondo venatorio ed al contempo alla mancanza di risultati gestionali concreti anche rispetto alle esigenze del mondo agricolo.

In questo difficile passaggio abbiamo affermato un principio culturale profondo; La caccia è un’attività da considerare come parte della più ampia questione rurale e non come attività legittimata e riconosciuta solo nel momento in cui può divenire strumento di mera regolazione delle popolazioni faunistiche con forte impatto sull’agricoltura.

Pertanto oggi possiamo affermare con forza che questa battaglia portata avanti in Toscana dalla CCT possa rappresentare un’esperienza per altre realtà regionali.

Nonostante le critiche e la forte discussione sviluppata all’interno del mondo venatorio, tornare a caccia nonostante tutto, significa dimostrare che preparazione, tecnica, qualità di contenuti e forza organizzativa, sono oggi gli unici antidoti per contrastare i tanti attacchi a cui quotidianamente dobbiamo resistere come cittadini cacciatori.

Su questi elementi siamo riusciti ad ottenere ascolto e comprensione delle nostre istanze da parte delle istituzioni Toscane a partire dal Presidente Giani e dall’assessore Stefania Saccardi che vogliamo ringraziare per il loro impegno.

Un sincero ringraziamento va’ poi a tutta la nostra struttura centrale e territoriale, che in queste settimane si è adoperata per informare e orientare, con tutti i mezzi possibili, le migliaia di cacciatori che ci hanno contattato.

Massima serietà e correttezza d’informazione ci hanno permesso di essere ancora una volta riferimento certo ed affidabile per la nostra categoria senza distinzioni di appartenenza associativa.

Sappiamo già da ora che molti tenteranno di attribuirsi la paternità di questo risultato. Fa parte del solito "teatrino dell'assurdo". Le decine di migliaia di cacciatori che ci hanno contatto, seguito e sostenuto in questa battaglia, sanno bene come stanno le cose!

Ora un sincero in bocca al lupo a tutti augurandoci di superare presto questo momento particolarmente difficile per noi ma soprattutto per la nostra comunità, per le famiglie e per il tessuto economico sociale del paese.

Di seguito scaricabile il testo integrale dell’ordinanza n° 117 del 05/12/2020:


Il Presidente Eugenio Giani ha appena annunciato in diretta Facebook, che domani firmerà un'ordinanza che consentirà di esercitare la caccia da domenica all'interno dell' ATC di residenza venatoria.
 
Una posizione da noi sollecitata da settimane che sembra aver trovato attenzione.
 
Domani mattina pubblicheremo sui nostri canali un comunicato specifico in merito ai contenuti di tale ordinanza.
 
La Segreteria CCT
Di poco fa' la notizia, comunicata tramite un video pubblicato sul web dal presidente della Regione Eugenio Giani, che giovedì prossimo verrà valutato se tornare nuovamente in "fascia arancione" per la nostra Regione.
 
"Occorrono interventi di adattamento. Cercherò di sistemare alcuni aspetti della vita quotidiana, come la toelettatura degli animali, che riapriro', o le questioni che riguardano i raccoglitori di tartufi e i cacciatori ".
 
Queste le parole di Giani durante l'intervento.
 
Pare quindi che, come più volte richiesto anche dalla Confederazione Cacciatori Toscani tramite i suoi rappresentanti, verranno valutati elementi di deroga allo spostamento per quanto concerne l'attività venatoria.
 
Il nostro lavoro di confronto con le istituzioni, ininterroto nelle ultime due settimane, continuerà quindi anche nei prossimi giorni al fine di ottenere il prima possibile dei risultati concreti per tutti i Cacciatori Toscani.
 
Ribadiamo con forza la necessità di attuare un provvedimento volto a tutelare i diritti di tutti i cacciatori e di tutte le forme di caccia, incentrando l'eventuale nuova ordinanza sulle maggiori possibilità di spostamento al di fuori del comune di residenza.
 

Questa mattina ed a seguito dell’incontro di ieri svoltosi in videoconferenza con il Presidente del Consiglio Regionale Antonio Mazzeo, una delegazione della Confederazione Cacciatori Toscani ha incontrato il neo assessore alla caccia della Regione Toscana Stefania Saccardi.
Nella prima parte dell’incontro sono state esposte all’assessore ed ai dirigenti dell’ufficio, quelli che dovranno essere i prossimi appuntamenti fondamentali su cui confrontarsi per rilanciare e riprogettare la gestione faunistico ambientale Toscana. La stesura del nuovo PFVR, le possibilità che si concretizzeranno con la nuova PAC ed il nuovo PSR solo alcuni dei temi trattati che verranno poi ripresi nelle prossime occasioni di confronto con l’assessorato.

Oltre a queste prime considerazioni e sempre tenendo conto della situazione di forte criticità in cui ci troviamo, Il Presidente Salvadori ha esposto all’assessore le proposte della CCT (consultabili nei post degli scorsi giorni), in vista di un prossimo ritorno “in fascia arancione”. L’attività venatoria, fino a questo momento fortemente penalizzata nonostante gli ampi margini di sicurezza attuabili durante il suo svolgimento, deve necessariamente essere normata e garantita anche in questo periodo, seppur con le dovute cautele. La tutela del diritto delle migliaia di cacciatori toscani e la salvaguardia della gestione faunistico ambientale della Regione in funzione anche della tutela delle produzioni agricole toscane e della sicurezza, sono stati temi più volte ripresi durante l'incontro.
L’assessore Saccardi si è dimostrata pienamente consapevole dei problemi e delle proposte avanzate durante l’incontro; La stessa non ha mancato di rimarcare con forza la volontà di giungere presto ad una soluzione condivisa volta a consentire l’esercizio della caccia all’interno dell’ATC di residenza venatoria evitando differenziazioni tra le varie forme di caccia. La Regione sta valutando tempi e modalità per un auspicabile ritorno in fasce diverse da quella rossa. Questi giorni rappresentano una utile opportunità per sviluppare le necessarie verifiche di questa proposta e predisporre gli eventuali atti di competenza della Regione evitando ulteriori ritardi.
A fronte di queste importanti valutazioni emerse durante questo primo incontro, non possiamo che esprimere soddisfazione per la disponibilità dimostrata e per la qualità di alcune valutazioni espressa da parte dell’assessore su cui torneremo a discutere nelle prossime settimane. Il confronto ha fatto emergere una comune volontà di rimettere al centro la concertazione con i corpi intermedi al fine di raggiungere il risultato di un rilancio culturale e gestionale della caccia in Toscana come riferimento anche a livello nazionale.

 

   
     

     

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