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L’assemblea indetta dalla CCT di Pisa per discutere della caccia sui Monti Pisani a seguito del tragico incendio del 24 settembre scorso ha fatto registrare una larghissima partecipazione di cacciatori e di cittadini.
Giovedi sera – al Teatro Verdi di Vicopisano - almeno duecentocinquanta persone hanno preso parte all’assemblea pubblica indetta dalla Confederazione Cacciatori Toscani alla presenza dei Sindaci dei Comuni colpiti, dei Consiglieri regionali eletti in Provincia di Pisa, dei Presidenti dei due ATC e dei rappresentanti delle Associazioni confederate.
L’incontro è stata l’occasione, da parte di tutti i convenuti, per ringraziare la straordinaria macchina dei soccorsi che, in quei giorni terribili, ha consentito di spegnere l’incendio e di impedirne ulteriormente la propagazione favorita dalle avverse condizioni metereologiche.
Sono stati i Sindaci di Vicopisano, di Buti e di Vecchiano che hanno voluto ricordare che molti tra i cacciatori presenti in sala erano le stesse persone che nei giorni del rogo avevano la faccia nera dalla fuliggine per il lavoro volontario prestato al fianco delle squadre di soccorso.
I cacciatori sono parte attiva della società e svolgono un’attività, oltre che legittima, utile alla conservazione dell’ambiente e alla salvaguardia della biodiversità.
La CCT, è stato detto dai rappresentanti delle Associazioni confederate, avrebbe potuto scegliere di discutere tra quattro mura per individuare le soluzioni più appropriate affinchè le squadre della caccia al cinghiale e dei capannisti impossibilitati, dopo l’incendio, a svolgere la loro attività, trovassero una sistemazione lontani dai clamori mediatici; la scelta è stata esattamente opposta, ovvero quella di indire un appuntamento pubblico, aperto a tutti, accanto alle Istituzioni e ai loro rappresentanti proprio per significare che la caccia e i cacciatori sono parte integrante della comunità, non certo corpi estranei come invece certa cultura animalista ed ambientalista tenta di descriverli.
A conferma di ciò, nonostante gli ATC stiano lavorando attentamente per cercare di offrire una soluzione a questa necessità contingente, non un intervento né alcuna richiesta in tal senso è giunta dagli interessati nel corso del dibattito; da sottolineare, viceversa, la generosità con la quale non poche squadre di caccia al cinghiale di altri distretti della Provincia abbiano rivolto ai cacciatori dei Monti pisani la loro piena disponibilità ad accoglierli nel corso di questa stagione venatoria.
L’attenzione di tutti i cacciatori, che prima di essere tali sono cittadini, è stata rivolta alle parole dei rappresentanti istituzionali che hanno fatto il punto sulla situazione post incendio.
L’affollata assemblea ha confermato come proprio i cacciatori, in perfetta linea con le decisione assunte dagli organi dirigenti della CCT, hanno compreso e condiviso l’istituzione della fascia di rispetto attorno all’area percorsa dal fuoco (interdetta per legge alla caccia per un periodo di cinque anni) voluta dalla Giunta regionale Toscana.
Con l’impegno di tabellare la zona in questione, che subito la CCT ha avanzato nel corso dell’incontro che l’Assessore Remaschi aveva svolto la settimana precedente nella sede della Provincia di Pisa, l’assemblea ha chiesto che le decisioni assunte con la delibera regionale, siano puntualmente e approfonditamente verificate nel corso del tempo.
In tal senso la fascia di rispetto potrà essere confermata o disdetta, ma certo non è accettabile che una misura di salvaguardia – non prevista da alcuna normativa vigente – diventi il grimaldello per sferrare l’ennesimo attacco all’attività venatoria e alla legittimità di questa pratica.
Davvero confortanti le parole espresse dai Sindaci, dall’Assessore di Calci e dai Consiglieri regionali Pieroni e Nardini: dal loro privilegiato osservatorio, specie i Primi Cittadini, non hanno potuto che registrare l’attaccamento e l’amore che i cacciatori coltivano per il proprio territorio.
Chi ha responsabilità amministrative, hanno detto i Sindaci, non può che prendere atto del prezioso contributo che i cacciatori hanno messo a disposizione nel corso dell’emergenza e nel mantenimento degli equilibri faunistici a tutela del territorio.
Proprio per queste ragioni, che sono insieme di natura ambientale e sociale, il Consiglio Regionale della Toscana – hanno evidenziato i Consiglieri regionali Pieroni e Nardini - ha respinto, il giorno precedente allo svolgimento dell’Assemblea, la richiesta avanzata dalla Consigliera Irene Galletti del Movimento Cinque Stelle, di chiusura generale della caccia nei Comuni colpiti dall’incendio e di interdizione della caccia al cinghiale all’interno della fascia di salvaguardia.
Nel corso del dibattito, da parte di una rappresentante del mondo animalista, sono state avanzate critiche ai cacciatori e alla loro – secondo il suo giudizio – presunta utilità nello svolgimento dell’esercizio venatorio.
La risposta è giunta puntuale, a conclusione dell’Assemblea, dal Segretario della CCT pisana, Paolo Graziani:
chiunque abbia una conoscenza che affondi le proprie ragioni nella realtà delle cose, sa perfettamente che la caccia in braccata al cinghiale è indispensabile per il mantenimento dell’equilibrio faunistico ambientale.
Nonostante di questa pratica se ne racconti una versione romanzata, incline alla violenza e al caos generalizzato, senza questa tipologia d’intervento gli ungulati monopolizzerebbero l’intero territorio.
Smontata puntualmente anche l’accusa – tutta ideologica e funzionale alla cultura antivenatoria – per cui la presenza dei cacciatori nella fascia di rispetto genererebbe insicurezza: i cacciatori, ha detto Graziani, svolgono la propria attività in forza di una Legge Nazionale e nel rispetto di regolamenti stringenti proprio a tutela di tutti i cittadini e dei fruitori dell’ambiente.
Il Segretario della CCT ha ricordato i recenti e drammatici fatti di cronaca nei quali il pregiudizio ideologico contro la caccia è emerso con tutta la propria forza.
Infine, nell’apprezzare il coraggio da parte di una animalista nel partecipare ad un’assemblea di cacciatori, resta in attesa che il Segretario della CCT, ovvero della più rappresentativa organizzazione dei cacciatori toscani, venga a sua volta invitato ad un’assemblea pubblica da loro indetta.
Attendendo con speranza che questo accada, sinora – ha chiosato Graziani - ciò non è mai avvenuto.

Il prossimo 17 ottobre si discute la sospensiva sul ricorso presentato da Animalisti ed Ambientalisti.

Fissata per il prossimo giovedì 17 ottobre presso il TAR Toscana la Camera di Consiglio per la trattazione dell’istanza cautelare inerente il ricorso presentato dalle associazioni LIPU, WWF, ENPA, LAV e LAC contro il Calendario Venatorio della Toscana 2018/2019.
Nella seduta si deciderà l’accoglimento o meno della richiesta di sospensiva e ammissibilità del ricorso presentato dalle associazioni proponenti, che come noto, avevano sollevato numerosi profili di illegittimità su varie parti del Calendario approvato dalla Giunta Regionale.
Un passaggio molto delicato ed importante per il mondo venatorio toscano che si vede nuovamente minacciato nella certezza del diritto da un ricorso presentato a stagione venatoria già avviata; ciò sta generando, al di là di ogni aspetto di merito, sconcerto e disorientamento tra i cacciatori. A difesa del calendario e soprattutto per fornire un contributo aggiuntivo e puntuale alle controdeduzioni che saranno presentate dalla Regione Toscana nella Camera di Consiglio, Federcaccia Nazionale e quella Toscana assieme alla Confederazione Cacciatori Toscani, si sono costituite ad “opponendum”  e pertanto a fianco della Regione.
Un atto concreto in quanto parti interessate alla difesa dei legittimi interessi degli associati e di tutti i cacciatori, che ha portato le Associazioni e la Confederazione a presentare una nutrita serie di argomentazioni a sostegno della richiesta di rigetto, inammissibilità o improcedibilità  sul ricorso e di non accoglimento della sospensiva. Una decisione necessaria quella assunta da Federcaccia e CCT per difendere i diritti dei cittadini cacciatori contro coloro che ormai, in modo sistematico, utilizzano l’arma dei ricorsi e dei tribunali come strumento di destabilizzazione e di aggressione verso una attività legittima e come parte di una battaglia ideologica anticaccia. Una battaglia sviluppata con tutti i mezzi possibili e con la complicità di gran parte dei mass media.
Per le associazioni e la CCT essere parte attiva di questa battaglia rappresenta un atto di rispetto verso la caccia e i cacciatori ma anche, un modo per riaffermare la difesa di un Calendario pienamente rispettoso delle indicazioni scientifiche e della conservazione delle specie selvatiche.

Nel mondo venatorio e tra i cacciatori, sovente, il tema della vigilanza venatoria ed il lavoro volontario delle Guardie Giurate Venatorie  non viene valorizzato come meriterebbe e spesso, addirittura, si registra una certa diffidenza sulla figura della Guardia intesa come soggetto repressivo. Viceversa, la figura della GGVV ha assunto in questi ultimi anni una rilevanza sempre maggiore, non solo per le attività tradizionalmente legate alla vigilanza ed alla prevenzione di reati ed infrazioni in materia di caccia, ma anche per le molteplici attività collegate alla gestione faunistico venatorie (catture controllate, esecuzione piani di controllo etc.). Questi ed altri compiti risultano fondamentali per le attività programmate dagli Ambiti territoriali di Caccia ma anche per il funzionamento e la buona gestione di importanti istituiti faunistici pubblici come le Zone di Ripopolamento e Cattura, Zone di Rispetto Venatorio, Zone di Protezione, e privati, quali Aziende Faunistico Venatorie e Aziende Agrituristico Venatorie.
Da anni si avvertiva inoltre la necessità di formare ed abilitare nuove Guardie Volontarie, sia per i crescenti compiti loro attribuiti, che per assicurare il necessario ricambio generazionale. Con le ultime novità legislative introdotte dalla Regione Toscana, sono stati recentemente organizzati alcuni corsi formativi dalle Associazione Venatorie confederate che hanno visto la partecipazione di numerosi interessati. I corsi, organizzati con il supporto della competente struttura tecnica di Cedaf (Centro Educazione Didattica Ambientale e Faunistica) si sono prefissi l’obiettivo di assicurare la massima qualità formativa sia sugli aspetti legislativi che sulle materie di interesse ambientale, faunistico e gestionale. L’aspettativa è quella di formare ed abilitare figure “nuove” complete per le conoscenze loro richieste ma anche rispondenti alle problematiche del territorio ed al coordinamento delle attività di volontariato e di presidio ambientale.
Già in questi giorni la Regione Toscana sta predisponendo le date inerenti le prove di esame in alcune realtà provinciali tra le quali quella di Firenze.
Per dare maggiore qualità a questo importante lavoro svolto e per aggiornare anche le GGVV già in possesso di decreto, la Confederazione Cacciatori Toscani ha elaborato un nuovo “Prontuario” aggiornato con ultime modifiche normative, estremamente semplice da consultare ed indispensabile per le attività di vigilanza. La pubblicazione redatta in collaborazione con la Polizia Provinciale di Firenze sarà disponibile e gratuitamente distribuita alle GGVV interessate e ai partecipanti ai corsi, già nei prossimi giorni. Chiunque fosse interessato ad avere copia del prontuario potrà rivolgersi direttamente alla segreteria CCT al numero 055/2657446 o tramite email - confcacciatoritoscani@gmail.com.

Gia' si odono i commenti della Consigliera Galletti, del suo gruppo consiliare (il Movimento cinque Stelle) e di tutta la schiera antivenatoria che pensa di rappresentare: la lobby dei cacciatori ha impedito l'approvazione di un provvedimento giusto e di buon senso, la politica è prona agli interessi dei cacciatori e si genuflette al volere delle doppiette!
Questo sarà - pressappoco - il leitmotiv della Consigliera in questione e del Partito politico di cui fa le veci in Consiglio Regionale. 
È incredibile come nelle menti di costoro non si faccia strada il tarlo del dubbio, non foss'altro per le contraddizioni che loro stessi finiscono per alimentare: i cacciatori sarebbero - al tempo stesso - "una categoria anacronistica, condannata dalla storia e in via di estinzione - come sovente i nostri detrattori ci dipingono, ma saremmo magicamente in grado di organizzare fortissime pressioni corporative come fossimo, invece, in piena salute.
Il gusto del complottismo fine a se stesso gioca evidentemente brutti scherzi e non fa altro che evidenziare una contrarietà ideologica alla caccia che prescinde dal merito delle questioni. 
Il Consiglio Regionale Toscano ha respinto la mozione della Consigliera pentastellata perché - banalmente - le richieste che contiene non rispondono agli interessi del territorio e dei cittadini colpiti dal gravissimo incendio.
Comprendiamo come la Consigliera Galletti non se ne capaciti, ma le comunità di Calci, Vicopisano e di Vecchiano hanno capito che il mondo venatorio è un loro alleato per la rinascita di quelle zone.
Impedire la caccia al cinghiale nella zona di rispetto che circonda l'area devastata dal fuoco - dal momento che gran parte degli ungulati sopravvissuti si sono cola' rifugiati - sarebbe un ulteriore danno all'ambiente e all'agricoltura. 
Gridare alla chiusura generalizzata alla caccia significa non comprendere come questa, invece, potrebbe rappresentare una spinta positiva per imprimere una ricostruzione all'insegna della sostenibilità che sinora ha stentato ad affermarsi.
Basterebbe solo volerlo e conoscere da vicino il vero animo dei cacciatori. 
Tanti pregiudizi verrebbero meno nel momento in cui la conoscenza prendesse il posto della paura.
Abbiamo il dubbio che la Consigliera Galletti sia più propensa a cavalcare il sentimento dell'ignoto che non la promozione del sapere.
Così oggi viaggia il mondo, ma non è questo ciò di cui avrebbe bisogno.


Il problema Lupo ormai sta diventando sempre più preoccupante sia a causa dell’entità dei danni provocati agli allevamenti, sia per la quantità e diffusione di eventi che si verificano ormai quotidianamente in Toscana. Nella nostra Regione, la popolazione stimata, per la specie si aggira attorno ai 1000 esemplari, in crescita esponenziale soprattutto negli ultimi anni. I casi di attacco al bestiame, denunciati dagli allevatori e pastori, si aggirano attorno alle 500 unità all’anno, con danni stimati che superano il milione di euro, spalmati dalla regione Toscana nel biennio 2015/2016. La presenza di esemplari di Lupo o di Ibridi, viene giornalmente denunciata con foto e video che lo ritraggono nelle prossimità di strade, centri abitati, casolari e zone molto frequentate dall’uomo e dalle sue normali attività. In molti paesi europei, si sono adottate tecniche gestionali differenziate per arginare il problema; in Toscana, l’emergenza ha prodotto numerose proteste ed azioni, anche estreme ed ingiustificabili, per mettere in luce e contrastare un problema ancora irrisolto. Una emergenza che sta continuando a presentare tutti i suoi effetti negativi che mettono seriamente a rischio le attività di allevamento e  di pastorizia, e di conseguenza la permanenza di una larga parte del comparto zootecnico sul territorio regionale con il rischio di riduzione, se non di scomparsa, di numerosi prodotti di eccellenza. Su questo delicatissimo problema, recentemente, l’ Assessore Regionale Marco Remaschi ha scritto una lunga lettera aperta agli allevatori nella quale si invitano tutti i soggetti interessati (Regione, Istituzioni locali, Associazioni Agricole etc.), a mettere a disposizione le reciproche competenze per creare un “fronte comune” contro Roma e Bruxelles, per avere risposte immediate e strumenti efficaci per uscire dalla unica logica degli indennizzi, peraltro parziali ed a carico di tutti i cittadini. Un appello che anche la Confederazione Cacciatori Toscani intende raccogliere come espressione del mondo venatorio e parte integrante della cultura rurale. Ci sentiamo pienamente coinvolti nell’ appello lanciato dall’ Assessore e dalla Regione Toscana. Siamo anche noi convinti che occorra presto e bene costruire un fronte unitario e coeso per rappresentare nei luoghi della decisione, un problema che ci tocca, seppur da angoli di visuale diversi, tutti da vicino. Infatti oltre alle dinamiche ed interazioni tra Lupo e fauna selvatica, ancora da verificare ed approfondire, dobbiamo rilevare che per il mondo venatorio uno dei problemi attuali è dato anche della specializzazione del Lupo e Ibridi, sempre più marcata, nell’attacco/uccisione verso i cani da caccia durante le varie pratiche venatorie. Anche noi ci sentiamo per queste e ed altre ragioni, convintamente dalla parte dei pastori e degli allevatori, uniti per la difesa del loro lavoro e della insostituibile presenza e presidio del territorio. Fare sistema significa anche avere la capacità di superare gli “appelli”, sapendo distinguere su cosa è possibile agire subito, e su ciò che andrà conquistato nel lungo periodo. Occorre cambiare la strategia che per anni ha caratterizzato la gestione del problema. Deve essere abbandonata la strada percorsa, sin dagli anni 2000, dei progetti Life e degli accordi sottoscritti con le Associazione Ambientaliste ed Animaliste che non hanno prodotto nessun effetto risolutivo. 
La Regione fa bene ad alzare la voce ma non è sufficiente. In attesa degli auspicati abbattimenti selettivi, occorre mettere in campo e finanziare tutti gli strumenti, propedeutici all’eventuale richiesta di abbattimento in deroga, previsti dalla Direttiva Habitat: monitoraggio, indennizzi, prevenzione, catture e traslocazioni o captivazione degli esemplari catturati. L’assenza di questi strumenti, rendono di fatto non applicabile l’abbattimento mirato, gli appelli e le richieste rischiano di diventare foglie di fico o paraventi di comodo. Agire subito, significa non solo assicurare indennizzi celeri e comprensivi anche dei danni indotti e derivati dagli eventi predatori, ma soprattutto assicurare, l’applicazione tempestiva e mirata di tutti gli strumenti gestionali previsti dalla Direttiva Europea; non ultime le catture mirate degli Ibridi e/o dei Lupi problematici ossia di quegli esemplari che predano specificatamente animali di allevamento e che mettono in ginocchio le aziende zootecniche in alcune realtà localizzate. Ci sentiamo di dissentire con chi dice che il progetto sperimentale delle catture condotto dalla Regione Toscana, non ha funzionato: a noi risulta invece che non ha funzionato, semplicemente perché è stato interrotto, non finanziando più il mantenimento degli ibridi catturati. La cattura e captivazione di un ibrido o di un lupo ha un costo complessivamente sostenibile; si può applicare da subito nei territori ed aziende a rischio; consente di intervenire in maniera mirata ed efficace, nel pieno rispetto di ciò che oggi il Ministero dell’Ambiente consente di fare.

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Giovedì 11 ottobre la Confederazione dei Cacciatori Toscani (Federcaccia Toscana – ANUU – ARCT – EPS) di Pisa organizza un'assemblea pubblica a S.Giovanni alla Vena, nel Comune di Vicopisano, con i Sindaci dei comuni colpiti dal tragico incendio che ha devastato i monti pisani, i presidenti dei due ATC e con i rappresentanti delle Associazioni confederate. All'iniziativa, inoltre, sono stati invitati i Consiglieri regionali eletti nella provincia di Pisa. 
Con questo incontro i cacciatori della CCT dimostrano ancora una volta quanto considerino l'attività venatoria tutt'uno con le tematiche più generali delle comunità coinvolte.
La partecipazione dei Sindaci è la prova di quanto il mondo venatorio - almeno quello che si riconosce nella Confederazione dei Cacciatori Toscani - rifiuti approcci egoistici e settoriali, pienamente consapevole della interdisciplinarità della caccia e del suo connaturato valore sociale.
Nonostante i reiterati tentativi della cultura animalista, che ormai ha fatto breccia anche nell'ambientalismo un tempo maturo e anti ideologico, di infangare una attività sostenibile, legittima e strettamente regolata dalle normative, i fatti dimostrano invece come i cacciatori siano la categoria più interessata e attivamente impegnata nella salvaguardia dell'ambiente, del territorio e nella tutela della biodiversità. 
Durante le operazioni di spegnimento dell’incendio che ha così duramente colpito il Monte Serra sono stati tanti i cacciatori a prestare la loro opera al fianco delle squadre intervenute e a mettere a disposizione la loro conoscenza del territorio nelle mani esperte e preziose del coordinamento di soccorso. 
Questo non basta a far cessare in certi ambienti un atteggiamento di contrarietà, di diffidenza e di sfiducia nei nostri confronti. Al contrario, anzi, si fanno dichiarazioni e si diramano comunicati nei quali - chiedendo la chiusura della caccia nelle zone colpite dal fuoco - i cacciatori vengono fatti percepire come spinti dal cieco istinto predatorio, come se non fossero interessati a nient'altro che non sia il richiamo del "sangue".
Una brutta e falsa “caricatura” della figura del cacciatore, ma quanto mai efficace, nell'epoca della semplificazione di massa di ogni concetto, per contrapporre la categoria del "buon ambientalista" a quella del "cacciatore cattivo".
Si chiede la chiusura della caccia motivandola con argomentazioni tecnicamente discutibili e pareri dell’allora Istituto per la fauna selvatica vecchi di diciotto anni, oltretutto - come quelli oggi di ISPRA, che ne ha preso il posto - non vincolanti. 
La CCT ha compreso e condiviso – di fronte alla eccezionale gravità dell'evento - l'istituzione della fascia cuscinetto attorno ai terreni colpiti dal rogo, ma se ne sorvola volutamente la bontà pur di continuare a demolire a priori la caccia.

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News Locali

PIANDISCO’ – FIERA NAZIONALE UCCELLI DA RICHIAMO

Domenica 7 ottobre a Piandiscò (AR), organizzata dall’Associazione Migratoristi Italiani per la conservazione dell’Ambiente Naturale  - gruppo di Piandiscò e con il patrocinio del Comune e Pro Loco, si è svolta la 41^ Fiera Nazionale degli Uccelli da Richiamo. Un evento molto sentito dalla popolazione residente nella splendida cittadina valdarnese, località che fa parte de “i Borghi più belli d’Italia”. 

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FIERA DEGLI UCCELLI A LUCCA: IN TANTI FIN DALL'ALBA

Appassionati e cacciatori di tutta la provincia si sono dati appuntamento questa mattina (14 settembre) in via della Scogliera per la tradizionale Fiera degli uccelli di Santa Croce, evento giunto quest'anno alla sua ventesima edizione. Una festa delle associazioni venatorie e dei loro volontari, pronti a ogni stand a dare informazioni e distribuire gadget. Ma anche del commercio di settore – dall'abbigliamento agli articoli per la cura del cane – alla vigilia esatta, quest'anno, dell'apertura della stagione di caccia.

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