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GRAZIE AI VOLONTARI CHE HANNO LAVORATO GIORNO E NOTTE PER TRASFORMARE UN SOGNO IN REALTÀ!

Vi invitiamo tutti a partecipare sabato 4 maggio all'inaugurazione della sede della CCT di Certaldo, che, in quell'occasione, aprirà ufficialmente le porte al pubblico.

Un progetto ambizioso che porterà il borgo fiorentino ad avere un nuovo centro servizi polivalente, all'avanguardia, per venire incontro alle esigenze di tutti i cacciatori.

Tempi nuovi necessitano di strutture ed organigrammi nuovi e la CCT sta' al passo coi tempi!

Vi aspettiamo numerosi!!

Nei giorni scorsi, la Confederazione Cacciatori Toscani ha lanciato l’ allarme sui contenuti del Piano Lupo, elaborato dal Ministero dell’ Ambiente e attualmente depositato all’attenzione della Conferenza Stato Regioni.

Avevamo messo l’accento sulle forti limitazioni previste sullo svolgimento della caccia al Cinghiale in braccata e per la rigida regolamentazione applicata nelle aree sensibili come i siti Natura 2000 e le aree contigue adiacenti ai Parchi Nazionali e Regionali. Per la nostra Regione stiamo parlando di circa 350.000 ettari di territorio interessati che, così come previsto dal piano, sarebbero per la maggior parte sottoposti a tali restrizioni.

Non è certo un caso che da subito siano scaturite polemiche e forte opposizione, contro tale sciagurata ipotesi, non solo da parte del mondo venatorio, ma anche dalle Istituzioni.
Le dichiarazioni di forte contrarietà dell’ Assessore Remaschi e di alcuni esponenti del PD Regionale si sono unite a quelle della Coldiretti, di Luciano Monaci – Presidente della Federcaccia di Grosseto e quelle di Francesco Rustici – Presidente dell’ Associazione Regionale Cacciatori Toscani. La maremma infatti è sicuramente una delle realtà territoriali dove si è sviluppato da giorni un ampio dibattito sul provvedimento e sulle conseguenze che potrebbero determinarsi. Un fronte largo e combattivo deciso a dare battaglia per la difesa di una tradizione come quella della caccia al Cinghiale in braccata e impegnato a scongiurare le disastrose ricadute per quanto attiene al tema dei danni alle produzioni agricole. Ad oggi, grazie alla caccia in braccata ed alle squadre vengono garantiti dei piani di prelievo di circa 70.000 capi di Cinghiale all’anno.

In questo quadro si sta consumando l’ennesimo scontro tra i 5 Stelle e la Lega; una evidente contraddizione che ormai ha raggiunto i contorni di una commedia che si sta celebrando sulla pelle dei cacciatori, degli agricoltori e degli allevatori.

“ Vogliamo anche oggi tornare su questa pericolosa vicenda – dichiara Marco Romagnoli segretario della Confederazione Cacciatori Toscani – per spronare la politica regionale ad andare avanti e battersi contro questo nuovo attacco rivolto non solo al mondo rurale e venatorio, ma anche alle prerogative delle regioni.”

Un impegno che sta proseguendo dunque e che vede la Confederazione alla testa di una battaglia non certo semplice; un impegno che registra anche segnali positivi e crescente attenzione a livello parlamentare da parte anche della principale forza di opposizione al governo giallo-verde.

In questi giorni, il Deputato Luciano Nobili del Partito Democratico ha depositato una interrogazione al Ministro dell’ Ambiente che raccoglie puntualmente molti dei contenuti da noi sollevati e che sarà presentata alla Camera dei Deputati.

Di seguito riportiamo il testo integrale dell’interrogazione parlamentare:

A seguito dell’incontro svolto presso l’assessorato della Regione Toscana lo scorso 10 Aprile, si è di fatto aperta una fase di consultazione e confronto sui principali contenuti del Calendario Venatorio Regionale Toscano 2019/2020.

Fermo restando il principio fondamentale di garantire la massima certezza del diritto ai cacciatori Toscani dopo il pronunciamento del Consiglio di Stato e del TAR Toscano su alcuni aspetti del Calendario che andranno attentamente valutati, la Confederazione Cacciatori Toscani per mezzo delle associazioni confederate, intende esprimere alcune valutazioni e orientamenti che prossimamente saranno posti all’attenzione degli uffici competenti.

Nel merito si intende evidenziare quanto segue:

  • Per quanto concerne la cosiddetta pre-apertura, nella eventualità che la regione intenda riproporre tale opportunità, appare evidente come in attesa di un pronunciamento del Consiglio di Stato su ricorso presentato da Federcaccia e CCT, sia doveroso proporre lo svolgimento della eventuale pre-apertura nelle date 1 e 8 settembre alla specie Tortora (Streptopelia turtur), Storno (Sturnus vulgaris) e Corvidi (Cornacchia Grigia, Gazza, Ghiandaia). Sempre per le stesse date, si propone la possibilità di valutare anche l’inserimento del prelievo della tortora dal collare e piccione in rispondenza anche alle necessità di limitare i danni alle produzioni agricole e per ragioni igienico sanitarie.

  • Fermo restando l’apertura generale della caccia alla terza domenica di settembre, pare necessario rilevare come per la specie Colombaccio (Columba palumbus)occorra garantire la massima certezza del diritto per il prelievo nel rispetto dell’arco temporale previsto dalle linee guida. In particolare si propone il periodo di caccia alla specie con apertura alla terza domenica di settembre e termine al 31 gennaio, così come proposto dalla Regione. Tale periodo consente infatti di esercitare un prelievo compatibile con la biologia della popolazione ed evitare possibili danni al contingente svernante in caso di eventuale prolungamento del periodo di prelievo.
  • Per la caccia al Cinghiale nella forma del prelievo in braccata nelle zone vocate, si propone di mantenere ferma l’impostazione ormai applicata da anni in Toscana. Apertura dal 1 Novembre  al 31 Gennaio con possibilità, nel rispetto dell’arco temporale massimo, di eventuali  aperture differenziate in alcune province toscane.


  • Per quanto riguarda il prelievo della specie Allodola, vogliamo nuovamente richiamare quanto già evidenziato lo scorso anno in una nota inviata all’ assessore Remaschi. In riferimento al punto 3 della delibera n° 767 del 09.07.2018 relativa al Calendario venatorio si precisa che il Piano di Gestione Nazionale dell’ Allodola al comma 4 del punto 6.2.2 “Sostenibilità del prelievo venatorio” prevede:
    Adozione di carnieri (giornaliero e massimo) differenziati tra i cacciatori di allodole specialisti o occasionali. Le Regioni interessate possono promuovere la specializzazione del cacciatore e la differenziazione dei carnieri (fino ad un massimo di 20 allodole giornaliere e 100 annuali per cacciatori specialisti.
    Considerato che la Regione dispone di tutti i dati richiesti da Ispra, si ritiene opportuno che la Regione secondo quanto indicato da Ispra approvi un nuovo atto individuando i cacciatori di Allodole Specialisti, sulla base delle Allodole da richiamo legalmente detenute o titolari di appostamenti fissi alla minuta selvaggina in zone vocate alla specie in oggetto; in tal caso, tali cacciatori potranno prelevare i 20 capi giornalieri e 100 annuali.                                                                                                            

Altra criticità su cui esprimere un orientamento riguarda il prelievo della Beccaccia alla luce di quanto verificato nella passata stagione venatoria a seguito del pronunciamento del Consiglio di Stato e successivamente ribadito dal TAR Toscano.

Nel merito, vogliamo nuovamente evidenziare come la Regione possa avvalorare dal punto di vista tecnico scientifico, la possibilità di un prelievo della specie oltre la data del 10 gennaio. Una posizione che si ricollega alla stragrande maggioranza dei Calendari Venatori Regionali e ampiamente legata ai principi di conservazione della specie. Per tale ragione appare condivisibile la proposta della Regione dove viene indicata la data del 31 gennaio per il prelievo della specie. Tale indicazione dovrà essere supportata dagli studi e dai dati scientifici in possesso della Regione Toscana.

Nei prossimi giorni, avremo modo di poter meglio fornire ulteriori utili valutazioni nelle sedi e nei tavoli di confronto aperti a livello istituzionale su questi ed altri contenuti del nuovo Calendario Venatorio Regionale.

Infine, vogliamo con forza esprimere una posizione netta sulla proposta avanzata dagli uffici regionali di rendere obbligatorio l’uso della App Toscaccia e del Tesserino Venatorio digitale in sostituzione di quello cartaceo per i cacciatori nati successivamente alla data del 1.1. 1960

Pur comprendendo i vantaggi e l’importanza della raccolta dati e fermo restando il nostro impegno, passato e futuro, nella sensibilizzazione dei cacciatori per l’uso del tesserino venatorio elettronico, non possiamo che esprimere una netta contrarietà alla possibilità di rendere obbligatoria tale scelta ai cacciatori.

Un disagio e un aggravio potenziale di costi (data la tipologia di smart phone compatibile) che non può essere scaricata sui cacciatori in ragione di presunti risparmi sulla stampa del documento cartaceo. Una cultura ed un uso consapevole della tecnologia può e deve essere creata e promossa con intelligenza e supporto ma non certamente imposta!

Sabato 13 aprile presso i locali della Confederazione Cacciatori Toscani di Firenze, si è tenuto il secondo appuntamento del 1° Corso di formazione di Giudici per le competizioni con l’uso  di  richiami vivi (piccioni, colombacci e ibridi) che segue quello di venerdì  5 aprile.  Come è noto il Corso è stato organizzato dalla CCT in collaborazione con il Club Italiano del Colombaccio di Firenze. I lavori sono stati aperti da Silvestro PICCHI, nella duplice veste di rappresentante della CCT e promotore del Corso medesimo.

Sono intervenuti prendendo la parola il Dr. Franco CORRIAS  dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale per la Toscana e Lazio il quale ha basato la sua lezione, davvero interessante e utile, sul tema inerente alimentazione, patologie, profilassi e trattamenti sanitari all’interno degli allevamenti di animali.   A seguire è intervenuto il Dr. Massimiliano TERRAVEGLIA, Presidente AFO (Associazione Fiorentina Ornitologica), il quale si è soffermato chiarendo il criterio di giudizio che determina la valutazione di bellezza estetica dell’animale. Questo termine di raffronto presenta utili elementi di conoscenza e valido accostamento col metodo già usato nelle prove, dal quale ricavare ulteriori elementi pratici al fine di poter dare una valutazione ancor più omogenea.

Dopo la pausa aperitivo, nel primo pomeriggio  Pietro  CEPPATELLI  di Livorno, uomo di lunga esperienza nel settore e frequentatore del Corso, ha fornito insegnamenti spiegando i segreti e fatto conoscere i principi di valutazione per quanto riguarda il lavoro che piccioni e ibridi di colombaccio devono compiere in gara. Analogo insegnamento ha riguardato i parametri riguardanti la bellezza estetica dell’animale. E’ stato possibile attuare la presentazione  grazie alla presenza di esemplari di piccioni, colombacci e ibridi, esibiti per l’occasione.  

I lavori si sono poi concentrati sul perfezionamento del Regolamento attuativo; un elaborato puntuale  e largamente condiviso, per poter giudicare in maniera professionale le varie competizioni.

Al termine della giornata sono stati consegnati gli attestati di frequenza al  1° Corso di formazione di  Giudici per le competizioni con l’uso di  richiami vivi.

Per questa bellissima e innovativa iniziativa indirizzata a valorizzare un settore in continua espansione e così seguito in Toscana per cultura venatoria nella caccia al colombaccio con i richiami vivi, si ringrazia la Confederazione Cacciatori Toscani, la Federazione Italiana della Caccia di Firenze, il CEDAF (Centro Educazione Didattica Ambientale e Faunistica) e il Club Italiano del Colombaccio di Firenze, che hanno reso possibile l’organizzazione dell’evento.  

Un ringraziamento speciale è rivolto a Gino PAGNI, Vanio GIORGI e Stefano GIANNINI che hanno gentilmente messo a disposizione i loro bellissimi animali offrendo in questo modo un contributo importante e utile al percorso di formazione dei Giudici. Davvero grazie a tutti con l’auspicio di organizzare in futuro ulteriori corsi di formazione e perfezionamento.

Di seguito alcuni scatti della giornata:

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Domenica scorsa, 7 aprile, si è disputata nella AAV Modena (Cortona - AR) la prima giornata della seconda edizione del Trofeo Spaniel CCT.
L'idea di dedicare un Trofeo Spaniel e quindi di radunare cacciatori, appassionati ma pure allevatori e conduttori di questa piccola ma crescente parte di cinofilia è nata 2 anni fa e da quest'anno è ufficialmente calendarizzata e organizzata dalla CCT; per questo la CCT ringrazia Alessandra Fioravanti e Luca Giusti per aver ideato e creduto nel progetto, aver spinto l'iniziativa ed aver dato la possibilità quest'anno, di confrontarsi in due giornate differenti per contendersi il Trofeo.
Del resto, allo Spaniel è necessario e d'obbligo concedergli il suo spazio e la sua rivincita dopo che in passato è stato sottovalutato ed utilizzato prevalentemente solo come cane da riporto; oggi, si dimostra quello che realmente è, un ausiliare polivalente e divertente per il cacciatore in grado di affrontare perfettamente qualsiasi tipo di terreno e di selvaggina, facilmente addestrabile e particolarmente affabile per la famiglia.
Anche i numeri lo dimostrano poichè nonostante la contemporaneità delle tre attitudinali Enci organizzate nelle tre regioni confinanti siamo riusciti ad avere 23 cani, suddivisi in tre batterie ( qualificati Enci, giovani e libera cacciatori) giudicate da Diego Bartolini e Giuseppe Terzini.
La manifestazione è stata un successo indiscusso sia per la vocazione dei terreni, che per la qualità degli animali immessi. L'organizzatrice Alessandra Fioravanti ha detto a fine prova di essersi divertita e di essere rimasta particolarmente sorpresa e compiaciuta della qualità dei cani condotti, soprattutto nella batteria giovani. La giornata si è conclusa con un ricco e ottimo pranzo.
Si ringraziano caldamente gli organizzatori, l’azienda che ha ospitato la manifestazione, i giudici e naturalmente i partecipanti e tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita della prova. In attesa di arrivare al 28 aprile, nella AAV Palazzuolo a Monte S.Savino per concludere e consegnare il Trofeo CCT Spaniel 2019 ai vincitori delle tre categorie, ecco i le classifiche della prima giornata:

Batteria qualificati ENCI:
1. Botero for Vetta Marina, Springer Spaniel di Campetelli
2. Bobi, Springer Spaniel di Butini
3. Garry, Springer Spaniel di Petreni

Batteria Libera Cacciatori:
1. Balliamo sul Mondo, Sringer Spaniel di Migliorucci
2. Zeus, Springer Spaniel di Rosati
3. Rea, Cocker Spaniel di Calcinai

Batteria Giovani:
1. Capogiro for Vetta Marina, Springer Spaniel di Campetelli
2. Gilberta di San Fabiano, Springer Spaniel di Carretti
3. Rook, Cocker Spaniel di Brancato

Di seguito alcuni scatti della giornata:

 

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Domenica 7 Aprile si è svolta la seconda tappa del campionato provinciale cane-cacciatore CCT Grosseto. Nel perfetto campo gara di Follonica, gestito dalla locale sezione Federcaccia, sono scesi in campo 30 cani delle tre categorie: cerca, cani da ferma continentali e cani da ferma inglesi. Nonostante una mattinata all’insegna della pioggia, i concorrenti non si sono scoraggiati e in tarda mattinata sono iniziati i primi turni. Nel pomeriggio poi le nuvole hanno lasciato il posto al sole e un venticello teso dal mare ha reso le condizioni atmosferiche ottimali per lo svolgimento della prova e piacevoli per i concorrenti. Diversi i cani in classifica, fra “vecchie” e nuove conoscenze.

Di seguito la classifica:

CAT. INGLESI

  1. Cappelli Daniele con Gelo
  2. Marini Manuel con Venere
  3. Cappelli Daniele con Gimmy
  4. Lancioni Luca con Beta
  5. Bardelli Claudio con Az

CAT. CONTINENTALI

  1. Arzilli Francesco con Gaia
  2. Pescucci Erminio con Pongo

CAT. CERCA

  1. Bennati Maurizio con Rem
  2. Montagnani Giuliano con Emy
  3. Paoletti Stefano con Aru
  4. Pesce Fabrizio con King

Come sempre una prova contraddistinta dalla sportività e la competenza dei concorrenti e da un sereno clima di amicizia all’insegna della comune passione per i cani da caccia. Al termine della prova le premiazioni e le relazioni dell’esperto Giudice Alessandro Fazzi coadiuvato dai due aspiranti giudici Gazzarri Fabrizio e Senserini Davide. Il ringraziamento del Coordinatore Provinciale e di tutta la CCT va ai responsabili della struttura ospitante, alla Guardia Venatoria Volontaria e a tutti gli aiutanti che hanno contribuito all’ottima riuscita della giornata.

Di seguito alcuni scatti della giornata:

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Nei giorni scorsi la Città Metropolitana di Firenze ha approvato il nuovo Regolamento per il coordinamento della vigilanza volontaria e per il riconoscimento di Guardia giurata venatoria.

EPS Toscana esprime sorpresa e rammarico sia per il metodo utilizzato, dal momento che non c’è stata concertazione con le associazioni venatorie, sia nel merito, poiché non sono stati modificati una serie di criteri che penalizzano le numerose GGVV che volontariamente ogni giorno prestano la loro opera per la tutela dell’ambiente, la gestione faunistica del territorio, e la collaborazione con gli istituti privati.

Abbassamento dell’età limite per lo svolgimento delle prestazioni, visite mediche e prove di tiro annuali, aumento delle ore obbligatorie di servizio, sono alcune delle novità che impediranno a molte guardie Volontarie di continuare a prestare la loro opera.

Un regolamento che dovrà essere necessariamente corretto a giudizio della Confederazione Cacciatori Toscani. A questo riguardo la CCT ha concordato e calendarizzato un incontro con i rappresentanti della Città Metropolitana per presentare, tramite una delegazione delle associazioni Confederate, le richieste di urgente modifica ad un atto che rischia di ostacolare ed avvilire un’attività fondamentale come quella della vigilanza, sia sul territorio che negli istituti faunistici pubblici e privati.

Qualche giorno fa, la trasmissione Report in onda su RAI 2, ha aperto la puntata, sul problema della presenza del cinghiale nell’ area urbana di Roma. Un problema peraltro noto e che riguarda numerose altre città italiane e anche centri abitati minori.

E’ emersa in tutta evidenza la fragilità di un sistema amministrativo e gestionale del problema. Il servizio ha messo in luce il caos totale sul coordinamento tra enti e strutture istituzionali (Comune Regione ISPRA) ma anche un approccio “fatalista” di alcuni amministratori che pensano di risolvere la questione, insegnando ai cittadini a convivere con questa emergenza. E così, oggi, non solo le campagne ma anche le nostre città, vivono una sorta di ritorno al passato; un rigurgito medioevale che ripropone la presenza di cinghiali nei parchi pubblici nelle zone urbane e periurbane, tra i caseggiati e le scuole in compagnia di lupi ormai presenti e visibili anche in pieno giorno nelle rotatorie o lungo le mura e gli orti delle nostre città storiche.
Da una parte il medioevo che ritorna e dall’altra un animalismo che continua a non demordere sul fronte dei ricorsi e ai Tribunali per impedire le azioni gestionali e i contenimenti necessari per tenere in equilibrio le popolazioni selvatiche con l’ambiente naturale e le attività umane.
Mentre l’opinione pubblica deve convivere con i cinghiali tra i cassonetti di Roma o all’Ospedale di Careggi a Firenze, mentre si registrano incrementi preoccupanti degli incidenti stradali (anche mortali) e di ingenti danni all’agricoltura e al patrimonio zootecnico, i soliti noti LAC, LAV,EMPA,WWF etc… continuano a presentare ricorsi ai TAR contro le norme regionali per impedire i necessari contenimenti. Qualche settimana fa, le associazioni di cui sopra hanno depositato al TAR Toscano, il ricorso per l’annullamento del Piano di controllo 2019/21 sulla specie cinghiale approvato dalla Regione Toscana.
Nel ricorso si contesta da parte dei ricorrenti, la forma della braccata come modalità per il controllo della specie cinghiale ai sensi dell’art. 37 della Legge 3/94.
In sostanza si sostiene che tale modalità non risponde ai pareri e rilievi forniti da Ispra poiché non risponde a criteri di selettività e che le attività di controllo devono essere applicate solo a seguito dell’utilizzo di metodi ecologici.
Inoltre, viene anche sollevato il tema riguardante la presunta illegittimità costituzionale dell’art 37 della Legge 3/94 commi 3,4,4 ter in riferimento all’art 117 comma 2 lettera s della Costituzione nella parte in cui vengono autorizzati all’attuazione degli interventi di controllo anche i soggetti abilitati oltre alle guardie venatorie, i proprietari e i conduttori dei fondi, le guardie forestali e comunali munite di licenza di caccia.
Un eventuale pronunciamento di accoglimento di queste istanze o l’eventualità dell’accoglimento della richiesta di sospensiva da parte del TAR Toscano, potrebbe nei fatti mettere in serio pericolo il proseguimento degli interventi di controllo, in art. 37, provocando inevitabili ricadute negative per i bilanci degli ATC, per i danni alle coltivazioni in un periodo molto delicato dell’anno e per le conseguenze sulla biodiversità e nei rapporti intraspecifici per le varie specie di fauna selvatica.
Seguiremo con attenzione questo nuovo fronte nella certezza che la Regione Toscana abbia cura di predisporre le necessarie controdeduzioni contro questo ennesimo tentativo di attacco al ruolo e le competenze che Le spettano.
Nel frattempo, vogliamo sottolineare una buona notizia riguardante proprio l’argomento della legittimità costituzionale sull’ affidamento degli abbattimenti dei soggetti autorizzati al controllo. Un analogo ricorso presentato dallo stesso cartello animal-ambientalista al TAR della Lombardia, ha visto respinta dallo stesso tale contestazione. Un buon precedente che speriamo sia seguito anche in Toscana.

Siamo consapevoli di apparire ostinati quando in diverse occasioni, la Confederazione Cacciatori Toscani ha posto all’attenzione dei cacciatori e delle associazioni venatorie, il tema della ricerca scientifica e della raccolta dati, per la salvaguardia dei Calendari Venatori e per assicurare una corretta gestione delle specie in indirizzo.

Il recente ricorso al Consiglio di Stato contro la decisione assunta del TAR Toscano sul Calendario Venatorio Regionale, è la riprova concreta di una battaglia legale che ha bisogno di essere inquadrata in uno sforzo ancora più grande per accrescere, con i dati inoppugnabili, la nostra forza di contrasto e la nostra capacità di documentare con parametri scientificamente corretti , lo stato di salute di una specie e l’incidenza che la caccia può avere per la sua conservazione.

In questo alveo, si delinea il progetto  DATA FROM THE SKY, recentemente avviato dalla Confederazione Cacciatori Toscani, e che ha registrato in questo primo anno di sperimentazione, numerose disponibilità e partecipazione di cacciatori - rilevatori, ai quali va tutto il nostro ringraziamento per il fondamentale impegno profuso.

Più nello specifico, per quanto riguarda la specie Beccaccia, ci siamo ricollegati ad un progetto di più ampio respiro messo in campo dal Dott. Alessandro Tedeschi presidente dell’Associazione Amici di Scolopax e dall’Ufficio Avifauna Migratoria della Federcaccia Nazionale. Un progetto che ha ottenuto il patrocinio del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali denominato “Ali regALI”.

Lo scopo del progetto è quello di rilevare alcuni parametri relativi alla determinazione dell’ICA (indice cinegetico di abbondanza) e dell’ICP (indice cinegetico di prelievo) oltre ad altri importanti elementi di conoscenza quali l’età del soggetto, il controllo nella ripartizione dei prelievi tra esemplari giovani e adulti etc.

Lo studio sta fornendo dati estremamente interessanti sulla distribuzione per decadi nelle varie annate di riferimento, sulle caratteristiche dell’areale della nostra penisola per il periodo di migrazione e di svernamento.

Un lavoro in continua evoluzione dunque, che incontra sempre di più attenzione da parte di tanti appassionati beccacciai. Una sensibilità ed una consapevolezza culturale e venatoria che si prefigge lo scopo di mantenere alto il livello di attenzione sulla specie. La beccaccia oltre a rappresentare un patrimonio collettivo è fonte di passione ed emozione.

Il cacciatore deve sentirsi  responsabile nel tutelare la conservazione con lungimiranza cultura ed etica venatoria.

Il nostro sforzo tecnico ed economico va in questa precisa direzione.

Per avvalorare queste considerazioni, vogliamo divulgare di seguito il link di questo interessantissimo documento filmato. Un documento che unisce la magia della migrazione alla tecnica del monitoraggio. Il risultato, veramente impressionante è quello di volare accanto alla beccaccia “Rosa” (così denominata) conoscendo  il patrimonio che questo piccolo, quanto misterioso uccello, porta dentro i suoi occhi espressivi e malinconici.

https://www.facebook.com/beccacciaio/videos/10216457144453989/?__tn__=%2CdlC-R-R&eid=ARAvr6StK1PpdWR36wOeCcRefqCPWIzRCJt5FqkCguhyLgb5urtJw5QZEidA9jGmQf6SafATnvRdGq--&hc_ref=ARQyLpsTzqytdqhXSRO9CIEUVHZhoIkK9qhLZ4pNZ7bDdf_yvvKOT1mLcyKWyPEsxwE

Depositato il Piano Lupo in Conferenza Stato-Regioni dove sembra si prevedano forti limitazioni alla caccia in braccata al Cinghiale.

Da alcuni giorni si è aperta una forte discussione sui contenuti del nuovo Piano Lupo, recentemente elaborato da Ministero dell’ Ambiente e depositato all’attenzione della Conferenza Stato – Regioni. Alla soddisfazione espressa a caldo dagli animalisti e da alcuni esponenti delle Associazioni Ambientaliste Nazionali, non possiamo che rispondere con la nostra netta contrarietà ed insoddisfazione su un provvedimento che continua a perseguire una strada sbagliata.
Nonostante il crescente disagio e le forti criticità che si stanno moltiplicando nei territori per la convivenza tra Lupo, Allevamento ed attività umane, il Ministero continua a proseguire su una linea ultra – conservativa per la specie evitando di imboccare la strada della gestione. Ora la parola passa alle Regioni e la discussione, viste le posizioni in campo, non potrà fare a meno di essere condizionata dalla forte contrapposizione registrata all’interno della maggioranza del governo giallo-verde.
Non è infatti un mistero lo scontro tra Cinquestelle e Lega, e sarà altrettanto importante capire come nelle Regioni e in Parlamento si muoveranno le forze di opposizione su questa delicata vicenda.
La cosa certa è che alcune posizioni emerse in seno al recente Convegno promosso a Roma da Ispra abbiano avuto la meglio rispetto a quella parte del mondo scientifico ed istituzionale che sulla scorta dei dati e delle esperienze maturate anche in altri paesi europei, ponevano l’esigenza di un cambio di passo, introducendo la possibilità di attivare azioni per garantire le attività di gestione e di controllo della specie.

I guai però sembra che non finiscano qui!

Dal Ministro dell’ Ambiente sono partiti anche altri strali minacciosi. Questa volta l’obiettivo è puntato sui cacciatori, ed in particolare contro le squadre per la caccia al cinghiale in battuta. Un chiaro attacco alla pratica della caccia in braccata per gli effetti negativi e di disturbo che potrebbe aver sulle popolazioni di Lupo. Il Piano sembra contenere una rigida regolamentazione nella quale, secondo le indicazioni Ispra, nelle aree sensibili come i siti Rete Natura 2000 e le aree contigue adiacenti ai Parchi Nazionali e Regionali entro 24 mesi dall’adozione del Piano.

Per un Regione come la Toscana ciò significherebbe ridurre, o forse addirittura inibire la caccia al Cinghiale in braccata su una estensione di circa 56.800 ettari di aree contigue e oltre 330.000 ettari nei siti Rete Natura 2000 (SIC, SIR e ZPS) oggi solo parzialmente in divieto di caccia.
Le ricadute sarebbero devastanti per questa forma di caccia, ma soprattutto per la gestione di una specie problematica come il Cinghiale che oggi, grazie alle squadre ed alla braccata, registra piani di prelievo annuali di circa 70.000 capi abbattuti in media.

Cosa ne pensa la Regione Toscana di tutto questo?

Cosa intende fare l’Assessore Remaschi e la Giunta per difendere una tradizione venatoria ancora oggi praticata da migliaia di appassionati?  

Quali sono le valutazioni e le posizioni delle forze politiche e le iniziative che esse prenderanno per impedire un disegno così pericoloso?

La campagna elettorale è nel vivo e ovunque si svolgono incontri e confronti con i candidati e gli schieramenti. Ovunque avremo modo di partecipare la Confederazione Cacciatori Toscani porterà questo ed altri argomenti su cui giudicherà l’operato della politica!

   

   
  Toscana   Sez. Firenze                                      

     

CEDAF


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News Locali

CINOFILIA CCT A BIBBONA

Una importante manifestazione cinofila è stata organizzata dalla CCT Piombinese - FIDC, ANUU e ARCT. La prova per le razze Cocker e Springer Spaniel si è svolta sabato scorso, 30 marzo nella ZRC di BIBBONA / La California ed  è stata un  successo per numeri e finalità dei soggetti presentati.

Al raduno fissato per le ore 7:00 presso il Bar-Pasticceria “Celli” alla California, le 5 batterie, scortate dagli accompagnatori, Barsotti Pierino, Masoni Roberto e Righi Silvano, si sono dirette verso la località designata all’interno della ZRC di Bibbona.

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PREVENZIONE DEI DANNI: UN LAVORO DA PROFESSIONISTI

La prevenzione dei danni da fauna selvatica e più in generale dei conflitti tra fauna selvatica ed attività umane, è un tema di grande attualità che richiede profonde conoscenze tecnico-scientifiche: ecologia, etologia, agronomia, zootecnica ecc. Se ne è parlato venerdì 29 marzo nel corso organizzato da Cedaf a Firenze. Leggi tutto...

Sentieri di Caccia


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Gestione Faunistica in Pillole

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Giornata Ornitologica Malpasso

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Sport e Cinofilia 2019


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1° Trofeo Antonio Santarelli


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5° Trofeo Isola d’Elba

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Arezzo: Prova su Quaglie

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2° trofeo CCT Pisa su Quaglie

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Gara cinofila Quaglie con sparo

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2° Camp. CCT Prov.GR Cinghiale

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2° Trofeo Mauro Mannari

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Gara di tiro al piattello

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Gara di solidarietà


Lucca: Gita al Caccia Village

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Programma eventi in Padule

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Pasquetta in Padule

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6° Festa del Padulano

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Festa Colombaccio S. Miniato

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4° Festa Pratese Colombaccio

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Siena: Corso Cacc. Formato

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Cecina: Corso Art. 37

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Firenze: Corso Art. 37

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Cecina: Corso caccia selezione


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Firenze: Corso caccia Capriolo

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Corso Sicurezza caccia braccata

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Corso formazione per dirigenti

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Corso Monitoratore Beccaccia

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Corso erbe selvatiche

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Corso Orto Urbano

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Progetto The data from the sky


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C. Ornitologico Porto allo Stillo

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Centro Ornitologico Malpasso

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Il Colpo d’Ala

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