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 Un avvenimento veramente fuori dall’ordinario si svolgerà domenica 25 Agosto a Crespina (PI).
La località, famosa per l’antica fiera delle civette, ospiterà quest’anno un evento di eccezionale rilevanza per tutti gli appassionati di richiami vivi, uccelli canori e garisti del settore.
La Toscana è terra di tradizioni e sicuramente la scelta di svolgere proprio a Crespina il Campionato Italiano Uccelli Canori, non è stata casuale.
Dopo un lungo lavoro di consultazione tra i vari comitati promotori e presidenti delle fiere toscane coordinato dal Presidente della FAFTO/CONFU Valeriano Ciampi e dal segretario Antonio Menga, si è giunti alla determinazione di dare vita al Campionato Italiano degli Uccelli Canori che vedrà partecipare tramite le varie associazioni regionali delle Fiere degli Uccelli garisti provenienti dalle varie regioni italiane.
Le associazioni delle fiere impegnate in questa importante edizione sono: CONFU (Veneto) AOSFV (Friuli Venezia Giulia) la ARCON (Trentino Alto Adige) la SRDU (Lombardia) la FAFTO Toscana e l’Associazione dell’Emilia Romagna.
Una organizzazione imponente che ha visto particolarmente impegnati i componenti del Comitato Organizzatore nelle persone di: Valeriano Ciampi e Antonio Menga (FAFTO) Loriano Nannelli  pres. onorario FAFTO,  Giulio Mancini e Giacomo Meini rappresentanti Fiere Uccelli di Crespina, Federico Copiti della pro loco Crespina, Lisa Bellucchi  Assessore Comune Crespina, Terfiro Innocenti referente della Confederazione Cacciatori Toscani.
Purtroppo l’impegno e il grande lavoro sviluppato in questi mesi è stato segnato da una perdita gravissima con il venir meno di uno dei principali attivisti della pro loco di Crespina. Luca Vannini si è spento poche settimane fa mentre era impegnato per questo ed altri progetti relativi alla valorizzazione del paese e delle sue risorse.
La giornata, sarà inoltre caratterizzata da numerose occasioni per i visitatori che vorranno trascorrere qualche ora, in modo diverso e fuori dalla routine. Stand gastronomici e prodotti del territorio si alterneranno a quelli dell’oggettistica e abbigliamento da caccia e tempo libero.
La Confederazione Cacciatori Toscani sarà presente con i propri rappresentanti, e con la partecipazione del segretario Marco Romagnoli, per significare l’importante lavoro sviluppato in comune con la FAFTO. Con la recente adesione della FAFTO all’interno della Confederazione, cresce e si rafforza il percorso dell’unità del mondo venatorio. Oggi, anche le tradizioni fieristiche e le fiere ornitologiche diventano parte di un forte soggetto rappresentativo ,organizzato e proiettato verso il futuro.
Vi aspettiamo numerosi domenica a Crespina.

 

 

 
Giovedì 22 Agosto alle ore 21.00 presso la sala della musica a San Giovanni Val D'Arno (Ar) le associazioni confederale alla CCT organizzano un'assemblea aperta a tutti i cacciatori,  incentrata sulle prospettive della caccia in Toscana e le novità del calendario venatorio Regionale 2019 / 20 approvato dalla Giunta Regionale. 
In vista della prossima preapertura e dell'apertura generale il 15 Settembre, si respira voglia di partecipazione e discussione sui principali argomenti e sulle strategie gestionali tracciate nella recente conferenza regionale sulla  caccia tenuta dalla Regione Toscana a Braccagni (GR).
Allegati:
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Questa primavera, per il terzo anno consecutivo, presso il poligono di tiro “La Canonica” a Certaldo, si è svolta una gara di tiro alla sagoma, organizzata dal Distretto dei Cacciatori di selezione al capriolo, che comprende i comuni di Certaldo, Gambassi, Castelfiorentino, Montespertoli, Empoli e Montaione. Il numero dei partecipanti è stato notevole; infatti sono stati oltre 170 i tiratori effettivi, ma molti altri hanno comunque contribuito alla sottoscrizione.

Il ricavato è stato utilizzato per l’acquisto di materiale necessario per far partire la PRODUZIONE di un apiario collettivo gestito da micro apicoltori della zona, che vogliono mantenere in vita quello della storica “Azienda Casini di Amatrice”, il cui titolare Eugenio Casini è tristemente scomparso con la propria famiglia nel terremoto del 24 agosto 2016.

Il progetto è incentrato su una rete di piccoli apicoltori che si sono prefissati lo scopo di generare una ripresa economica dell'area colpita dal sisma del 2016 interagendo con le aziende e le istituzioni del territorio, per ricreare opportunità di lavoro e di sviluppo ed invertire la regressione già in atto prima del sisma e da questo accelerata spaventosamente.

L’idea è nata due anni fa grazie ad un cacciatore che fa parte di un gruppo di volontari, denominato “TOSCANAperVOI”, che stava cercando del materiale idraulico per tre casette prefabbricate, ma non avendo fondi a disposizione è stata presa la decisione di destinare parte del ricavato attraverso la gara annuale del Distretto di Caccia di Selezione. Con la somma ricavata due anni fa è stato possibile acquistare del materiale idraulico mancante; Con il ricavato dello scorso anno invece è stato acquistato del materiale utile alla realizzare un nuovo tetto per una casetta prefabbricata affidata ad una famiglia di Amatrice.

Questo impegno per la raccolta di risorse finalizzate alla solidarietà, ha permesso con i ricavi della gara svolta quest'anno, di acquistare un importante lotto di materiale volto allo sviluppo ed alla ricostruzione dell'azienda “Casini”.

Un ringraziamento particolare va a Sergio Nannetti, Presidente del distretto di caccia di selezione, ai tanti volontari ed alle Associazioni che hanno contribuito al buon esito di questa encomiabile iniziativa. La Federcaccia sezione comunale di Certaldo assieme alle Associazioni Confederate nella CCT, è pronta già da oggi ad impegnarsi a promuovere la nuova edizione 2020 di una manifestazione che esprime, con la concretezza tipica di noi cacciatori, il valore della solidarietà.

Il tormentone sul benessere animale sembra non aver fine.

Al Senato la politica sta lavorando per giungere al testo unificato del DDL “proteggi animali” per consentire una accelerazione dell’esame da parte delle commissioni al fine di ridurre i tempi per una possibile approvazione definitiva. I contenuti ormai noti vorrebbero  l’inasprimento delle sanzioni penali in materia di maltrattamento animali, abrogare l’art. 842 del Codice civile per l’accesso ai fondi agricoli ai fini venatori, mettere fuori legge l’uso dei richiami vivi ai fini venatori e per fiere e mostre e tante altre “perle” precedentemente messe in evidenza.

Gli attacchi al mondo venatorio purtroppo non sembrano finiti qui; da questa impostazione “pseudoculturale” ogni giorno si aggiunge un tassello per il completamento del mosaico.
Uno dei più estesi e subdoli attacchi alla caccia ed alle nostre tradizioni si sta materializzando non solo attraverso la presentazione di sciagurati disegni di legge ma anche da una serie didi circolari, pareri, inviti etc. che invadono gli uffici delle Regioni e gli Assessorati.

E’ di queste ore, la notizia dell’ennesima circolare ministeriale destinata a provocare incertezza e confusione e che andrà meglio valutata nei prossimi giorni.

Il Ministero della Salute ha diffuso un parere inviato agli Assessorati alla sanità delle Regioni, inerente l’uso dei collari acustici e i possibili effetti sulla salute e sul benessere dei cani. Nel parere in allegato che segue ad una istanza presentata nello scorso mese di Giugno dall’ Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia Romagna, si specifica per le varie tipologie di collare acustico le caratteristiche oltre le quali si profila il reato di maltrattamento ai sensi dell’ art. 544 - ter del Codice Penale.

La Confederazione Cacciatori Toscani, che già nei giorni scorsi si è attivata per sensibilizzare i Parlamentari ed i Gruppi Consiliari della Toscana sul DDL Benessere Animale, si farà carico di proseguire anche su questo particolare aspetto il suo impegno, affinchè vengano meglio definite da parte dell’ Assessorato Regionale alla Sanità, i termini di utilizzazione dei collari in oggetto per garantire la massima certezza del diritto ai cittadini cacciatori.

Di seguito scaricabile la Richiesta di parere ed il Parere del Ministero della Salute:

Dopo i risultati e le determinazioni scaturite dalla Conferenza Regionale sulla caccia, il lavoro prosegue. Lo scorso venerdì 26 luglio la CCT di Pisa ha organizzato un interessante convegno, incentrato sui problemi della piccola selvaggina stanziale e le nuove prospettive in campo agricolo che saranno introdotte dalla nuova PAC (Politica Agricola Comunitaria). Il titolo “ Agricoltura e piccola selvaggina – una riconciliazione possibile” è stato il tratto unificante che ha accompagnato i temi evidenziati dai relatori alla presenza di numerosi cacciatori, tecnici ed agricoltori. Nonostante le temperature insopportabili di un pomeriggio di fine luglio, in tanti hanno risposto all’invito della CCT Pisana a significare l’importanza che certe tematiche rivestono tra i cacciatori e non solo. Dopo la presentazione di Paolo Graziani, Segretario CCT Pisa si sono tenute le due relazioni tecniche svolte dal Dott. Michele Bottazzo del Centro studi Federcaccia Nazionale e del Dott. Francesco Santilli noto tecnico faunistico da anni impegnato sulle tematiche relative alla gestione della piccola selvaggina stanziale. Pur da angoli di visuale diversi, i due relatori hanno correttamente messo in evidenza le principali problematiche che intervengono sulla conservazione delle popolazioni delle specie target, evidenziando come la vera via di uscita dalla crisi, possa essere ritrovata nella valorizzazione del futuro PSR e delle possibili interazioni tra il ruolo e gli investimenti messi in atto dagli ATC, con un forte collegamento alle nuove misure introdotte dalla PAC in sede Europea.
Dagli investimenti e dalle misure sviluppate per favorire la biodiversità passeranno profonde trasformazioni destinate ad avere ricadute sul volto agricolo dei nostri territori e sulle varie pratiche agronomiche. Interpretare il cambiamento e collegarlo alla nuova strategia gestionale degli ATC può rappresentare il punto di svolta su cui rifondare un nuovo patto tra caccia e agricoltura ; un patto per la biodiversità che apra nuove prospettive per gli Istituti Faunistici Pubblici e Privati, con positive ricadute per l’impresa agricola multifunzionale. Le trasformazioni del territorio di fronte ad un certo modo di fare agricoltura sono alla base della crisi che oggi colpisce alcune specie un tempo ampiamente presenti; non solo galliformi e lagomorfi, ma anche avifauna, entomofauna e molte specie legate ad un ecosistema ormai scomparso. Oggi, ipotizzare una inversione radicale di questi processi appare non più come un obiettivo utopico. La Toscana con la sua tradizione, può rappresentare il primo banco di prova per la costruzione di un progetto innovativo su cui impegnare i principali attori della gestione faunistica; un lavoro che sappia enucleare le opportunità e i nuovi contenuti da inserire nei principali strumenti di programmazione e di pianificazione (PFVR e PSR). Nella seconda parte del convegno trasformata in una tavola rotonda, si sono alternati gli interventi dei rappresentanti del mondo agricolo della regione Toscana e delle Associazioni venatorie Confederate alla CCT. Marco Remaschi, Assessore Regionale all’agricoltura e alla caccia ha sottolineato i risultati emersi dalla Conferenza Regionale e ribadito la volontà sua e della Giunta, di accelerare i tempi per la predisposizione delle linee e gli indirizzi sul nuovo PFVR. L’approvazione del calendario venatorio, ha ricordato Remaschi, rappresenta la cartina di tornasole delle positività generate dal confronto; un metodo quello della concertazione che andrà sempre più qualificato e applicato per cogliere i risultati che ci siamo prefissati. Il Presidente della Coldiretti Toscana, è intervenuto efficacemente ribadendo la centralità dell’agricoltura quale settore primario, e ricordando come in questi ultimi anni, nonostante i problemi, non siamo rimasti fermi rispetto a quelle che sempre di più appaiono come le sfide del futuro anche in termini di gestione faunistica ambientale. Per Filippi la riconciliazione fra caccia e agricoltura è possibile e sta nella natura delle cose. Il nuovo PSR  e le politiche comunitarie, potranno rappresentare l’occasione per generare politiche di sistema proiettate al futuro. Politiche rispettose delle ragioni e delle esigenze, anche protettive per i nostri agricoltori in un’economia di mercato che spesso taglia fuori le eccellenze. Marco Salvadori Presidente Regionale Federcaccia non ha fatto mancare la voce e le proposte dell’Associazione che oggi è impegnata per peso e responsabilità a dare forza al progetto unitario, contribuendo con proposte ed idee, a quello che sarà il futuro della caccia in Toscana. Il contributo apportato in sede regionale sia sui principali contenuti della Conferenza, che sulla recente approvazione del calendario venatorio, giungono a seguito di una fase di un positivo confronto con l’assessorato. Oggi, sembra ormai evidente a tutti come solo con la concertazione e con la forza della politica, che sembra aver riconquistato il suo ruolo dopo un lungo periodo di smarrimento, sia possibile compiere dei passi in avanti e ristabilire le basi per un rilancio del modello toscano. L’intervento di Francesco Rustici Presidente Regionale ARCT si è incentrato sulla sfida dell’unità del mondo venatorio come motore per il nuovo protagonismo dei cacciatori nel rapporto con il mondo agricolo e le istituzioni. L’esperienza della CCT, il grande contributo che oggi viene da questa importante esperienza per i vari portatori di interesse e per le istituzioni, dimostra come la via dell’unità e della costruzione della casa comune dei cacciatori rimanga un obiettivo a portata di mano. Un obiettivo che sta nelle corde e nel cuore di chiunque lavori per la difesa della caccia e per la sua legittimazione sociale. Occorre però maggiore coraggio, soprattutto a livello Nazionale per aprire finalmente le porte ad un processo costituente che dia i connotati a quella che sarà l’Associazione unitaria, moderna e coesa capace di rappresentare le speranze di tutti i cacciatori italiani. L’intervento conclusivo del Segretario Regionale CCT, Marco Romagnoli, ha nuovamente sintetizzato i principali contenuti di un’iniziativa utile per il futuro lavoro comune. Unità concreta del mondo venatorio non come slogan ma come prassi per arginare nei fatti chi vuole impedirla. Progettazione del futuro e nuove sinergie con il mondo agricolo, rappresenteranno i punti di riferimento del nostro cammino; un patto con gli agricoltori è oggi possibile e a Capannoli si sono evidenziati i punti comuni su cui lavorare nelle prossime settimane.
La CCT, come sempre, farà la sua parte!

DELIBERA

 

1) di autorizzare la caccia, ad esclusione dei giorni di martedì e venerdì, alle seguenti specie per i periodi indicati:

1.1) dal 15 settembre al 31 dicembre 2019  la caccia è consentita alle specie: coniglio selvatico, merlo e fagiano. Nelle Aziende faunistico venatorie, nelle Aziende agrituristico-venatorie è autorizzato il prelievo del fagiano anche nel mese di gennaio 2020, in presenza di specifici piani di prelievo.

1.2) dal 15 settembre al 30 novembre 2019  la caccia è consentita alle specie: starna e pernice rossa.

Ulteriori limitazioni di prelievo sulle specie sono indicate nell'Allegato A al presente atto. Nelle Aziende faunistico venatorie è autorizzato il prelievo della starna e della pernice rossa anche nel mese di dicembre 2019 in presenza di specifici piani di prelievo. Nelle Aziende agrituristico venatorie è autorizzato il prelievo della starna e della pernice rossa anche nei mesi di dicembre 2019

e gennaio 2020 in presenza di specifici piani di prelievo;

1.3) dal 1 ottobre al 31 dicembre 2019 la caccia è consentita alla specie allodola;

1.4) dal 15 settembre al 8 dicembre 2019 la caccia è consentita alla specie lepre comune;

1.5) dal 15 settembre al 31 ottobre 2019 la caccia è consentita alle specie combattente, quaglia e tortora (Streptopelia turtur); per la specie quaglia nelle Aree addestramento cani autorizzate, il prelievo su capi immessi è consentito anche nel periodo successivo al 31 ottobre;

1.6) dal 1 ottobre 2019 al 31 gennaio 2020 la caccia è consentita alle seguenti specie: beccaccia, cesena e tordo sassello. La caccia alla beccaccia è consentita (ai sensi dell' art. 3 comma 7 bis della L.R.20/2002) esclusivamente in forma vagante e con l’ausilio del cane da ferma o da cerca. Dal 1° gennaio 2020 la caccia alla beccaccia è consentita solo nelle aree  vocate al cinghiale e, nelle restanti aree, solo all'interno delle aree boscate secondo la classificazione della legge regionale n. 39/2000;

1.7) dal 1 novembre 2019 al 31 gennaio 2020 la caccia è consentita alla specie moretta;

1.8) dal 15 settembre 2019 al 31 gennaio 2020 la caccia è consentita alle seguenti specie: tordo bottaccio, alzavola, beccaccino, canapiglia, codone, colombaccio, cornacchia grigia, fischione,folaga, frullino, gallinella d'acqua, gazza, germano reale, ghiandaia, marzaiola, mestolone, moriglione, pavoncella, porciglione, volpe e silvilago. Per il silvilago (minilepre) non vi sono limitazioni al carniere giornaliero per cacciatore, né è conseguentemente dovuta la trascrizione dei prelievi sul tesserino venatorio;

1.9) la caccia alla volpe nel mese di gennaio 2020 può essere esercitata da squadre individuate dagli ATC nella forma della braccata con cane da seguita. Gli appartenenti alla squadra di caccia alla volpe devono essere inseriti in un elenco giornaliero a disposizione degli organi di vigilanza. In tale periodo la caccia è comunque consentita da appostamento;

1.10) la caccia al silvilago (minilepre) nel mese di gennaio 2020 è consentita, da appostamento in tutto il territorio cacciabile della Regione o, con l'uso del cane da cerca o da ferma, nelle aree di cui al successivo punto 4.4) e nelle Aziende Faunistico Venatorie.

 2) Di autorizzare la caccia al cinghiale secondo le seguenti specifiche:

2.1) il prelievo in braccata è consentito nelle aree vocate dal 1° ottobre 2019 al 31 gennaio 2020, nel

rispetto dell'arco temporale di tre mesi consecutivi previsto dall'art.18 della legge 157/1992, secondo i periodi indicati per ciascun Comprensorio nell'Allegato B) al presente atto, che ne costituisce parte integrante e sostanziale;

2.2) Nelle aree vocate di cui all'art. 6 bis, comma 2 lett. i) della l.r. 3/1994 poste in territorio a caccia programmata la caccia al cinghiale in braccata può essere consentita nei giorni di mercoledì, sabato, domenica e nei giorni festivi, purché non ricadenti nelle giornate di silenzio venatorio; ferme restando le tre giornate di caccia settimanali e le giornate di silenzio venatorio, per una migliore organizzazione del prelievo gli ATC possono variare i giorni destinati alla caccia in braccata al cinghiale.

2.3) il prelievo selettivo nelle aree non vocate sulla specie cinghiale, ai sensi di quanto previsto all'art. 6 bis, comma 2 lett. i) della l.r. 3/1994, è consentito nei tempi previsti dalla Delibera della Giunta Regionale n. 42 del 14 gennaio 2019, dal 1° di gennaio al 31 dicembre 2019. Gli ATC possono riservare il prelievo selettivo sulla specie ai cacciatori di selezione iscritti alle squadre di caccia al cinghiale durante il periodo di caccia di cui al precedente punto 2.1) nelle aree non vocate sino a 400 metri dal confine delle aree vocate.

Durante il periodo della caccia in braccata è consentito porre le poste in area non vocata sino a metri 100 di distanza dal confine dell'area vocata;

2.4) nelle aree non vocate, la caccia in forma singola, alla cerca e con il metodo della girata è consentita, dal 1° ottobre al 31 dicembre 2019, a tutti i cacciatori iscritti all’ATC e ai cacciatori autorizzati negli istituti privati;

2.5) nelle more della realizzazione dei piani di prelievo relativi alle aree non vocate può essere prevista la caccia in braccata nei periodi individuati per comprensorio di cui al precedente punto 2.1)  nelle aree boscate e cespugliate poste all'interno  delle Aziende Faunistico Venatorie e Aziende Agrituristico-Venatorie poste in area non vocata, fino al completamento del piano di prelievo assegnato a ciascun Comprensorio.

2.6) la caccia al cinghiale nelle Aziende Faunistico Venatorie poste in area vocata è consentita, in selezione, in forma singola, in girata e in braccata nei tempi disposti nell'Allegato B) per il Comprensorio, entro il quale esse ricadano per la maggioranza della superficie;

2.7) ai sensi di quanto previsto all'art. 73 1° comma del DPGR 48/R/2017,  il prelievo selettivo sul cinghiale nelle aree vocate è riservato ai soli cacciatori abilitati iscritti alle squadre del distretto. La Giunta regionale approva specifici piani annuali;

 3) di fissare i seguenti limiti di carniere stagionali prudenziali, per le specie:

- allodola, 50 capi per cacciatore, con un massimo di 10 capi al giorno,

-  codone, quaglia e pavoncella 25 capi per specie e per cacciatore,

-tortora 20 capi per cacciatore, con un massimo di 5 capi al giorno;

- moretta, 20 capi per cacciatore,

- moriglione, 10 capi per cacciatore, con un massimo di 5 capi al giorno;

- beccaccia, 20 capi per cacciatore di cui 3 al giorno,

- combattente  e pernice rossa, 10 capi per specie e per cacciatore,

- starna, 5 capi per cacciatore;

 4) di stabilire,  ai sensi dell’art. 3 comma 2 della L.R. 20/2002, le seguenti limitazioni per la caccia vagante e l’uso del cane:

4.1) dal 9 dicembre 2019 al 31 gennaio 2020, l'utilizzo del cane da seguita è consentito per la caccia al cinghiale in braccata secondo le specifiche indicate al punto 2);

4.2) dal 9 dicembre 2019 al 31 gennaio 2020 l'utilizzo del cane da seguita è altresì consentito per la caccia alla volpe in braccata, con le squadre all'uopo individuate dall'ATC;

4.3) dal 1° al 31 gennaio 2020  l'utilizzo del cane da cerca e da ferma e la caccia vagante nel territorio a caccia programmata per la caccia alla beccaccia è consentito solo nelle aree  vocate al cinghiale e, nelle restanti aree, solo all'interno delle aree boscate secondo la classificazione della legge regionale n. 39/2000; in tale periodo, la caccia vagante, anche con l'utilizzo del cane da ferma o da cerca, è consentita nelle aziende faunistico venatorie e agrituristico venatorie;

4.4) dal 1° al 31 gennaio 2020,  l'utilizzo del cane da cerca o da ferma e la caccia vagante, è altresì consentito nei territori dei Comprensori di Lucca, Livorno, Massa e Pistoia e nelle aree specificatamente individuate, per ciascuno degli ulteriori Comprensori, nell'Allegato A) al presente atto, che ne costituisce parte integrante e sostanziale;

4.5) dal 1° al 31 gennaio 2020 è consentito altresì l'utilizzo del cane da riporto per la caccia da appostamento fisso o temporaneo;

 5) di stabilire che l’allenamento e l’addestramento dei cani è consentito dal giorno 18 agosto 2019

al giovedì precedente la terza domenica di settembre, nei giorni di martedì, giovedì, sabato e

domenica dal sorgere del sole alle ore 11,00 e dalle ore 14,00 alle ore 19,00 (ora legale) su tutto

il territorio regionale;

 6) di vietare l'utilizzo di munizionamento a pallini di piombo all’interno di tutte le zone umide del

territorio della Regione Toscana, quali laghi naturali e artificiali, stagni, paludi, acquitrini

permanenti, lanche e lagune d’acqua dolce, salata e salmastra;

 7) di disporre, ai sensi Delibera di Giunta Regionale n°454 del 16-06-2008 avente per oggetto “D.M. 17.10.2007 del Ministero Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare – Criteri minimi uniformi per la definizione di misure di conservazione relative a zone speciali di conservazione (ZSC) e zone di protezione speciale (ZPS)” le seguenti limitazioni valide per tutte le ZPS regionali:

  • nel mese di gennaio l'esercizio dell’attività venatoria è consentito unicamente nei giorni di

giovedì e di domenica con l’eccezione della caccia agli ungulati;

  • divieto di effettuazione della pre-apertura della attività venatoria;
  • divieto di utilizzo di munizionamento a pallini di piombo all’interno delle zone umide quali

laghi, stagni, paludi, acquitrini, lanche e lagune d’acqua dolce nonché nel raggio di 150 m

dalle rive più esterne;

  • divieto di abbattimento di esemplari appartenenti alla specie Moretta (Aythya fuligula);
  • divieto di svolgimento dell’attività di addestramento cani da caccia prima del 1 settembre e

dopo la chiusura della stagione venatoria;

  • divieto di esercitare il prelievo in deroga sugli uccelli ai sensi art. 9 par. 1) lett. c) della

Direttiva 2009/147/CE;

  • relativamente alle ZPS ricadenti in zona umida (Stagni Piana Fiorentina, Bientina, Padule di Fucecchio, Massaciuccoli, Bosco di Chiusi e Paduletta di Ramone, Valle dell'Inferno e Bandella, Stagni Piana Pratese, Lago di Chiusi e Lago di Montepulciano), divieto di abbattimento, in data antecedente al 1° Ottobre, di esemplari appartenenti alle specie Codone (Anas acuta), Marzaiola (Spatula querquedula), Mestolone (Spatula clypeata), Alzavola (Anas crecca), Canapiglia (Mareca strepera), Fischione (Mareca penelope), Folaga (Fulica atra), Gallinella d'acqua (Gallinula chloropus), Porciglione (Rallus aquaticus), Beccaccino (Gallinago gallinago), Beccaccia (Scolopax rusticola), Frullino (Lymnocryptes minimus), Pavoncella;

 8) di disporre che il tesserino venatorio regionale cartaceo debba essere consegnato al Comune di residenza all'atto del ritiro del tesserino valido per la stagione successiva e comunque entro e non oltre il giorno 31 agosto di ciascun anno;

 9) di disporre altresì che ai sensi della DGRT n. 803 del 24.07.2017, l'utilizzo del tesserino venatorio digitale di cui alla Applicazione denominata “TosCaccia” sostituisce a tutti gli effetti la compilazione del tesserino venatorio cartaceo; i cacciatori registrati sulla suddetta applicazione e che la utilizzano, sono esonerati dal ritiro e riconsegna del tesserino cartaceo;

 10) di disporre che, ai sensi di quanto previsto dalla l.r. 3/1994 all’articlo 28 comma 9 bis, la fauna selvatica stanziale e migratoria abbattuta deve essere annotata sul tesserino venatorio subito dopo l’abbattimento accertato; di evidenziare che per la caccia nelle aziende agrituristico venatorie non sia obbligatoria l’annotazione dei giorni di caccia e dei capi abbattuti sul tesserino venatorio regionale, fermo restando il necessario possesso di tale documento;

 11) di stabilire, ai sensi dell’articolo 11-quaterdecies, comma 5, della legge 2 dicembre 2005, n. 248, che la caccia di selezione è esercitabile nel rispetto della normativa vigente nei periodi individuati dagli specifici Piani di Prelievo adottati con Delibere della Giunta Regionale, per cinque giorni alla settimana, esclusi il martedì e il venerdì. Nell'arco settimanale le giornate di caccia di selezione non si cumulano a quelle effettuate per altre tipologie di caccia al fine del rispetto dei limiti di cui all'art. 1 comma 2° della L.R. 20/2002. Tali giornate assieme alle altre informazioni circa l’attività di prelievo e i capi abbattuti  debbono essere annotate utilizzando o l’Applicazione denominata “TosCaccia”, o i sistemi di registrazione telefonica/telematica/cartacea in uso presso gli ATC e le Aziende Faunistiche, che sostituiscono a tutti gli effetti la compilazione del tesserino per la caccia di selezione di cui all’art. 6 bis della l.r. 20/2002; nel periodo compreso tra la terza domenica di settembre ed il 31 gennaio successivo, le giornate di caccia debbono comunque essere annotate nel tesserino venatorio di cui all’art. 6 della l.r. 20/2002 o nella App “TosCaccia”;

 12) di stabilire che l'apertura anticipata della caccia nei giorni antecedenti alla terza domenica di settembre, verrà autorizzata e disciplinata con specifica Deliberazione successiva. Al fine di assicurare il rispetto dell’arco temporale di cui all’articolo 18 comma 2 della L. 157/1992 il calendario di caccia delle specie interessate dalla pre-apertura subirà una anticipazione della data di chiusura di pari durata delle giornate concesse nell'apertura anticipata; 

 13) di approvare le particolari disposizioni relative a ciascun Comprensorio regionale riportate negli

allegati A) e B) al presente provvedimento;

 14) di dare atto infine che ai sensi dell'art. 28 comma 11 della L.R. 3/94 gli elenchi o la cartografia

delle aree ove la caccia è consentita in forma programmata, le aree riservate alla gestione venatoria privata e le zone dove l'esercizio venatorio non è consentito, sono consultabili nel sito web della Regione Toscana al link http://www.regione.toscana.it/-/geoscopio;

 Il presente atto è pubblicato integralmente sul BURT ai sensi degli articoli 4, 5 e 5 bis della l.r. 23/2007 e sulla banca dati degli atti amministrativi della Giunta regionale ai sensi dell’art.18 della l.r. 23/2007.

 

 

 

Scarica i calendari tascabili con le disposizioni specifiche per ogni provincia Toscana.

 

 

 La Giunta Regionale Toscana ha approvato oggi, la Delibera sul Calendario Venatorio Regionale per la stagione venatoria 2019/20.

 

 

Come da noi in più occasioni evidenziato, l’approvazione del testo è stata il frutto di una lunga fase di confronto che ha visto sul tappeto numerose criticità da superare per giungere ad una sintesi positiva per i cacciatori e soprattutto incentrata sulla certezza del diritto. Il calendario venatorio non presenta particolari difformità da quella che per anni è stata l’impostazione mantenuta dalla Regione Toscana.
Ci preme anche sottolineare come l’Assessore Marco Remaschi, abbia nei fatti accolto le proposte avanzate in queste settimane dalle Associazioni Confederate e dalla CCT mantenendo ferma la volontà politica di non cedere alle pretestuose richieste/inviti del Ministero dell’Ambiente, per l’eliminazione del Moriglione e della Pavoncella (alle quali si era aggiunta analoga richiesta anche per la specie Combattente) dall’elenco delle specie cacciabili. Una posizione decisa, che vogliamo sottolineare sia per l’importanza politica ma anche per le motivazioni tecnico/scientifiche collegate ai pareri Ispra, che come noto, forniscono ampie garanzie per il prelievo di dette specie. Altro aspetto di pari importanza è quello inerente il mantenimento delle date di chiusura della caccia al 31 gennaio per la specie beccaccia e per i turdidi ( tordo bottaccio, sassello e cesena). In particolare sulla specie beccaccia, nelle scorse settimane grazie al lavoro approfondito dell’ufficio Avifauna Migratoria della Federcaccia Nazionale, avevamo provveduto ad inviare agli uffici preposti ulteriore documentazione tecnico scientifica a supporto delle date ad oggi indicate dal calendario . Analoga documentazione è stata anche fornita su numerose altre specie oggetto di calendario. Per quanto attiene il colombaccio, ferma restando la non previsione di caccia nella preapertura, riteniamo convintamente che la decisione del limite di prelievo al 31 gennaio, rappresenti una scelta equilibrata. La possibile estensione del prelievo di caccia alla prima decade di febbraio, da taluni proposta,  avrebbe nei fatti prodotto un risultato sostanzialmente negativo poiché per il rispetto dell’arco temporale massimo, il prelievo della specie avrebbe avuto inizio a partire dal 1° ottobre. Oltre pertanto agli evidenti effetti negativi sulla popolazione svernante determinati da un eventuale prolungamento della caccia al 10 febbraio, avremmo dovuto rinunciare per la caccia a detta specie all’intero periodo intercorrente tra la terza domenica di settembre e il 1° di ottobre ( 8 giorni potenziali di caccia a febbraio avrebbero portato a una perdita di circa 12 giornate a settembre) con evidenti ricadute negative per i cacciatori migratoristi praticanti la caccia al colombaccio al campo e anche per la caccia al passo sui primi contingenti in arrivo a fine settembre. Per quanto riguarda la caccia al cinghiale in braccata, il calendario prevede le aperture differenziate nelle diverse realtà provinciali nel periodo 1° ottobre - 31 gennaio;  invariate rispetto al passato restano  le modalità di svolgimento della caccia in singolo e con la girata per le aree non vocate. Per la caccia di selezione al cinghiale sempre all’interno delle aree non vocate nei periodi di svolgimento della caccia in braccata, viene inserito un buffer di 400 metri tra area vocata e non vocata, nel quale potranno esercitare la caccia di selezione al cinghiale solo i cacciatori iscritti alle squadre. Mantenuti anche i 100 metri previsti per la apposizione delle poste in area non vocata durante la caccia in braccata nelle aree vocate. Confermato a partire dal 18 agosto l’addestramento e allenamento cani nei giorni di martedì, giovedì, sabato e domenica che ai sensi della Legge 20 dovrà essere svolto negli orari previsti all’interno dell’Atc di iscrizione. La preapertura, sarà disciplinata da una delibera specifica; si prevedono le date del 1° settembre ( per la caccia alle specie tortora, corvidi e storno) e 8 settembre ( solo corvidi e storno). Altra novità positiva è quella di aver previsto la non riconsegna del tesserino venatorio cartaceo presso i comuni da parte dei cacciatori che lo scorso anno avevano optato per l’utilizzazione del tesserino venatorio digitale/Toscaccia. Unica nota negativa riguarda il mantenimento del carniere massimo di 50 capi annui per la specie allodola. Questi  sostanzialmente sono i principali contenuti di un calendario che riteniamo sostanzialmente rispondente alle attese che soprattutto mantiene fede agli impegni assunti nei vari momenti di concertazione, da parte dell’Assessorato. Dopo gli esiti positivi scaturiti nella recente Conferenza Regionale sulla caccia a Braccagni (Grosseto), oggi si compie un ulteriore positivo passo in avanti che lascia ben sperare per il futuro.

Alleghiamo al presente comunicato un estratto delle disposizioni contenute nella delibera del Calendario 2019/20 soggetta a pubblicazione sul Burt.

 

 

No all’inaccettabile DDL 1078 presentato dai M5S         

È stato recentemente presentato al Senato, a firma di 40 senatori del M5S, un disegno di legge - DDL 1078 - che propone modifiche al codice penale, al codice civile e a leggi e disposizioni in materia di tutela degli animali. Il DDL è stato assegnato alla Commissione Giustizia del Senato in data 9 maggio 2019.

Poichè tale dispositivo, oltre a prevedere un pesantissimo inasprimento delle pene, amplia significativamente le circostanze e i casi nei quali si può incorrere nella sanzione, la Confederazione Cacciatori Toscani ha programmato incontri con i parlamentari e le forze politiche al fine di segnalare le assurdità ed i rischi  del dispositivo. Preme inoltre evidenziare che le materie di questo DDL non riguardano soltanto l’attività venatoria, ma anche la pesca, l’allevamento, le manifestazioni storiche e culturali e financo le specie vegetali.

Alcuni significativi esempi:

-  l’abbattimento di un fringuello (o di uno storno, qualora non fosse concessa la deroga) che attualmente prevede “l’ammenda fino a 1.549 euro” verrebbe sanzionato con “l’arresto da sei mesi  a un anno e l’ammenda da 3.000 a 6.000 euro”;

- l’utilizzo di tecniche non configurabili come sistemi di pesca sportiva o di reti la cui maglie sono fuori misura che attualmente prevede “la sanzione da 1.000 a 6.000 euro” verrebbe sanzionato con “l’arresto da sei mesi a tre anni e l’ammenda da 2.000 a 12.000 euro”;

- viene inserito un nuovo articolo del codice penale, il 544 septies, secondo il quale “chiunque preleva o detiene esemplari di una specie vegetale protetta”  (per esempio una genziana o un cardo) “ è punito con la reclusione da uno a quattro anni e con la multa da 5.000 a 50.000 euro” (sic!)

Ovviamente fra le proposte del ddl vi è anche l’abrogazione dell’art. 842 del codice civile.

Diamo allora notizia che ieri sera 18 luglio, nell’ambito della festa dell’Unità che si svolge a Carrara, la Confederazione Cacciatori Toscani, rappresentata da Fabrizio Basteri, presidente provinciale Federcaccia e da Alberto Ratti, vicepresidente regionale ARCT, ha incontrato l’on. Andrea Orlando, vicesegretario nazionale del PD. I rappresentanti della CCT hanno illustrato i contenuti - invero insensati - del disegno di legge in questione.

L’on. Orlando ha osservato che un ddl che ha questi contenuti non ha concrete possibilità di essere approvato e che comunque l’impegno suo sarà quello di segnalarne le incongruità nelle sedi preposte.

 

A Bagno di Gavorrano  sabato 20 Luglio inaugurazione della Casa Comune dei cacciatori

Sabato 20 luglio a Bagno di Gavorrano (GR) la Confederazione Cacciatori Toscani inaugura la nuova sede.

Una nuova casa comune di cacciatori a servizio di quanti, sempre di più, hanno compreso la necessità di praticare nei fatti l’ Unità del mondo venatorio per dare futuro alla nostra passione.

Nell’occasione si svolgerà una conferenza stampa con la partecipazione dell’ Assessore comunale Daniele Tonini.

Tutti i cacciatori sono invitati all’evento nel quale è prevista la partecipazione anche del Coordinatore Provinciale CCT Davide Senserini  ed il delegato regionale CCT Matteo De Chiara.

Di seguito scaricabile il volantino dell’ iniziativa:

   

     
  Toscana   Sez. Firenze                                      

     

CEDAF


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News Locali

GARA PERCORSO CACCIA CCT ROSIGNANO M.MO

GARA di tiro al piattello, specialità PERCORSO DI CACCIA, organizzata da C.C.T. ROSIGNANO M.MMO in collaborazione con il TAV Cecina

Di seguito alcuni scatti della giornata:

 

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CCT: FINALE CAMP. REG. TOSCANO MUTE

Ieri si è svolta la finale del Campionato Regionale Toscano nella categoria muta CCT svolto nel meraviglioso recinto di Casaglia, Pisa.

Giudicata dai Giudici Vannuzzi Ascolo e Ranieri Orsini, delegato Mugnaini Gianfranco
1. Class. con la muta di G. B. V sig. Minicozzi Donato.
2. Class. con la muta di segugi impuri sig. Migliorini Piergiuseppe.
3. Class. con la muta seg. Del Giura Soriano Antoni.

Un ringraziamento alla sez Pisa per l organizzazione della manifestazione e complimenti a tutti i concorrenti per la loro sportività.

Di seguito alcuni scatti della giornata:

 

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Gestione Faunistica in Pillole

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XIX° Fiera dell' Alberaia

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Crespina: Camp. Uccelli Canori

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Capannoli: 59° Fiera Naz. Uccelli

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Siena: Nuovo Centro Servizi

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Sport e Cinofilia 2019


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I° Trofeo dei Campioni


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Game Fair: La Braccata in Rosa

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14° Trofeo Le Tegole



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