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In una sala gremita di fronte a oltre 150 cacciatori, si è svolta l’assemblea organizzata Venerdì 5 dicembre a Capannori (LU) dalla Confederazione Cacciatori Toscani.

L’argomento centrale della serata è stato incentrato nell’ esaminare e far conoscere ai cacciatori, l’iter di revisione della normativa regionale sulla caccia, i principali contenuti e proposte presentate in queste settimane nei tavoli di concertazione e le linee di indirizzo sul nuovo Piano Faunistico Venatorio Regionale.

Nella recente Conferenza regionale sulla caccia di Braccagni, la Confederazione Cacciatori Toscani aveva ribadito più volte la necessità di operare all’interno di un quadro organico evitando di compiere scelte, anche di natura territoriale, prive di una rispondenza generale.

No pertanto a “piani stralcio”, soprattutto sugli istituti faunistici prima dell’approvazione del nuovo Piano Faunistico Venatorio Regionale.

Sì ad una attenta e puntuale revisione della normativa regionale e dei regolamenti, finalizzata a superare alcune criticità che in questi anni di applicazione, si sono manifestate.

Su questi ed altri aspetti, si sono susseguiti gli interventi dell’assessore regionale Marco Remaschi e di Marco Salvadori, presidente regionale Federcaccia Toscana.
Dopo un costruttivo dibattito e alcuni interventi dei partecipanti, sia Remaschi che il responsabile della segreteria dott. Diego Santi, hanno ribadito la volontà di procedere nel rispetto delle indicazioni sottoscritte a Braccagni e garantire, i tempi necessari per l’approvazione dei provvedimenti in esame da parte sia della Giunta, che del Consiglio regionale.

La Confederazione Cacciatori Toscani e le sue associazioni aderenti, rimarranno comunque vigili, riservandosi di valutare se alle parole seguiranno i fatti sugli impegni dichiarati e se soprattutto, per quanto riguarda il futuro degli Istituti faunistici, saranno davvero rispettate le procedure e le disposizioni attualmente vigenti in attesa del nuovo strumento di pianificazione.
Da alcune indiscrezioni di queste ore, sembra che si voglia accelerare l’iter istitutivo e di trasformazione di numerosi istituti che porterebbero ad inevitabili sottrazioni di territorio cacciabile nelle varie province toscane. Se ciò accadesse, non esiteremo a percorrere tutte le strade possibili per impedire una deriva non supportata dalle normative e priva di qualunque elemento di confronto con tutti i soggetti interessati.

Di seguito alcuni scatti della serata:

Allegati:
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Il tema della sicurezza durante l’esercizio venatorio, purtroppo è da tempo al centro delle polemiche e degli attacchi anticaccia.

Il mondo venatorio è chiamato a svolgere il proprio ruolo per ridurre il numero di incidenti e per dimostrare all’opinione pubblica che dopo i gravi incidenti di questi giorni, c’è chi opera fattivamente per arginare un problema che riguarda la caccia, al pari di altre attività all’aria aperta.

Per queste ragioni e nonostante una serie di eventi  e corsi già svolti e finanziati in proprio dalle associazioni confederate alla CCT nei mesi passati, prenderà il via con il mese di Dicembre 2019, una “Campagna straordinaria sulla sicurezza a Caccia” in tutte le province toscane.

Grazie al contributo e alla sensibilità della Regione Toscana, si terranno dei corsi organizzati dalla Federcaccia Toscana in collaborazione con CEDAF e Confederazione Cacciatori Toscani, per informare, formare e preparare il numero più alto possibile di cacciatori, sulle principali regole di sicurezza durante lo svolgimento dell’attività venatoria.

I corsi, sono totalmente gratuiti e saranno svolti da tecnici faunistici, esperti balistici e personale qualificato.

Sui siti web della Federcaccia Toscana – www.federcacciatoscana.it  e della Confederazione Cacciatori Toscani – www.confederazionecacciatoritoscani.it , saranno puntualmente pubblicate ed aggiornate le date e le location di svolgimento dei corsi.

Invitiamo tutti i cacciatori a partecipare numerosi!

Una opportunità fortemente voluta dalle istituzioni e dal mondo venatorio, per rispondere nel concreto ad un problema che va affrontato con serietà, preparazione e senso di responsabilità.

Il lavoro di revisione e aggiornamento della normativa regionale sull’ attività venatoria e la definizione delle linee di indirizzo per il nuovo Piano Faunistico Venatorio Regionale, sta proseguendo nonostante il periodo pre-natalizio.

In questi giorni, nonostante lo sforzo costruttivo che si prefigge il superamento di alcune criticità che attanagliano la gestione faunistica, il rapporto con il mondo agricolo e  una nuova progettualità sul fronte istituzionale, si respira un’aria densa di attacchi e polemiche. 

Ad una lunga serie di eventi e di attacchi vergognosi, alcuni dei quali già sotto il monitoraggio del nostro Staff legale, si aggiunge oggi l’incidente mortale accaduto in provincia di Siena, che ha riaperto e rinfocolato un clima di attacco mediatico senza precedenti. Ad un problema serio come quello della sicurezza a caccia e su come rafforzare con senso di responsabilità l’impegno del mondo venatorio, per ridurre o meglio annientare, i rischi di incidenti durante l’attività venatoria, si cavalca da parte dei soliti noti, una tragedia umana per riproporre l’ennesima campagna di odio verso un’attività che presenta percentualmente un numero di incidenti mortali di gran lunga inferiori ad altre attività all’aria aperta.

Questi sono i giorni in cui anche grazie al contributo della Confederazione Cacciatori Toscani e dei suoi esponenti, siamo riusciti per ora, a tamponare e contrastare l’iniziativa di alcuni parlamentari in cui si proponeva l’istituzione dei “Ranger assunti dallo Stato” per assicurare le operazioni di controllo faunistico. Attività, che ricordiamo, oggi viene svolta da migliaia di cacciatori abilitati per legge e a costo zero.

Proposte pericolose che vanno di pari passo con altre recentemente avanzate da alcune associazioni agricole che ripropongono l’abrogazione e il superamento dell’art. 842 del cc.

Una serie di “sparate” che dimostrano però come sul destino della caccia nel prossimo futuro, permangono spinte forti e pericolose che si muovono in assenza di un progetto credibile e serio.

Manca una vision soprattutto nel mondo venatorio italiano su cui costruire con intelligenza e conoscenza, una nuova alleanza per dare senso alla caccia di domani. Un progetto da presentare ai cacciatori, agli agricoltori e al Parlamento che sappia racchiudere le ricette per una corretta gestione faunistica ed ambientale, immaginare la riforma degli attuali ATC, risolvere il problema delle risorse e degli investimenti per la biodiversità mantenendo al contempo i capisaldi della caccia sociale.

Un progetto nuovo portato avanti di una nuova classe dirigente giovane, colta e preparata, strutturata in una nuova dimensione organizzativa unitaria.

In questo confuso quadro di riferimento e consapevoli della limitatezza di una elaborazione che rischia di rimanere confinata alla dimensione regionale, in Toscana si cerca comunque di andare avanti e ridisegnare i contorni di quelle che saranno le future strategie per un nuovo comune terreno di impegno tra portatori d’interesse e istituzioni.

Di questi ed altri aspetti si parlerà il prossimo 5 Dicembre a Capannori in provincia di Lucca.

 Una serata organizzata dalla CCT Lucchese che oltre alla partecipazione dei vari esponenti delle associazioni confederate, vedrà anche quella dell’Assessore Agricoltura e Caccia della Regione Toscana, Marco Remaschi.

Il dopo Conferenza, il nuovo PFVR, gli aggiornamenti alla Legge 3/94 e dei regolamenti attuativi, saranno oltre al tema dei Calendari Venatori e dei ricorsi, i “i piatti forti” di una iniziativa che ha lo scopo di mantenere vivo il profilo del confronto, sia sui temi generali che sulle specifiche problematiche territoriali.

Di seguito scaricabile il programma dell’iniziativa:

Ormai messi alle spalle i mesi primaverili ed estivi è giunto il momento di fare un bilancio della stagione riproduttiva appena trascorsa analizzando i dati provenienti dalla stazione ornitologica di Porto allo Stillo.

Il monitoraggio si è sviluppato utilizzando più tecniche: a vista per gli uccelli acquatici e attraverso censimenti al canto, cattura ed inanellamento delle specie ornitiche di piccole dimensioni con particolare riferimento ai passeriformi.

L’interpolazione delle varie tecniche restituisce una fotografia più o meno reale dell’andamento della stagione riproduttiva all’interno dell’area palustre oggetto di studio.

Il periodo tardo primaverile-estivo è stato caratterizzato da precipitazioni costanti, ciò ha permesso di mantenere un regime idrico piuttosto elevato per tutta la primavera e per buona parte dell’estate.

Questa abbondanza di acqua ha avuto come effetto un evidente ritardo della crescita delle varie specie arbustive, ed in particolare del canneto, con conseguenze differenti sull’ insediamento delle diverse specie di uccelli. Se da un lato le specie acquatiche sono state favorite da tali condizioni, i passeriformi maggiormente legati al canneto ne hanno invece risentito.

Quest’anno i chiari ed i canali dell’area soggetta a divieto di caccia hanno ospitato da marzo fino agli inizi di agosto, un consistente numero di uccelli acquatici di gran lunga superiore a quelli registrati negli anni precedenti. Tutto ciò significa che gli impegnativi miglioramenti ambientali stanno effettivamente iniziando a dare i loro risultati. Oltre alle specie nidificanti come il Germano reale e la Folaga presenti in numeri veramente ragguardevoli, e per le quali sono censite 110 unità per i primi e oltre 400 per i secondi, hanno frequentato l’area anche numerose altre specie. Con numeri più o meno consistenti, a seconda del periodo e del livello di acqua, l’elenco completo delle specie osservate è il seguente: Marzaiola, Alzavola, Mestolone, Moretta tabaccata, Svasso maggiore, Svasso minore, Tuffetto, Gabbiano reale, Gabbiano comune, Cormorano, Airone cenerino, Airone bianco maggiore, Nitticora, Sgarza ciuffetto, Airone rosso, Tarabuso, Tarabusino, Ibis sacro, Mignattaio, Cicogna bianca, Spatola, Beccaccino, Pavoncella, Pantana, Pettegola, Piro piro piccolo, Piro piro culbianco, Piro piro boschereccio, Pittima reale, Combattente, Falco di palude e Albanella reale.

Agli animali strettamente legati all’ambiente acquatico, vanno aggiunti anche le specie che frequentano l’area palustre per trovare riparo notturno nel canneto durante la migrazione o che utilizzano l’area per il foraggiamento e la nidificazione. Dai censimenti condotti a canto e vista sono state registrate le presenze di numerose specie, a riprova dell’importanza di questa area come luogo di sosta e nidificazione.

L’abbondanza di uccelli migratori e nidificanti in determinati momenti ha offerto uno spettacolo per tutti coloro che con visite organizzate dall’associazione il Padule hanno frequentato l’osservatorio. Tra fine maggio ed inizio luglio scolaresche e centri estivi hanno potuto visitare l’area e osservare anatre, aironi e limicoli oltre ad assistere a sessioni di inanellamento a scopo scientifico.

Il mese di giugno è stato particolarmente intenso in questo senso, soprattutto con le attività dedicate alle scuole e ai campi estivi. Particolarmente interessante è “la settimana del padulano” organizzato dall’associazione “Il Padule”. Durante la settimana i ragazzi hanno preso parte ad una sorta di campo estivo presso il Casotto del Sordo dove, seguiti da una guida ambientale, hanno avuto modo di apprendere nozioni sull’ambiente e sui mestieri tipici dell’area palustre, svolgendo infine una visita all’osservatorio ornitologico per osservare da vicino le varie specie ornitiche. Tra le numerose visite di scolaresche sono da segnalare quelle della scuola elementare Carducci di Fucecchio nell’ambito di un progetto europeo mirato alla conoscenza del padule di Fucecchio. Le foto, mostrano proprio una delle giornate in cui i ragazzi della scuola Carducci hanno fatto visita all’osservatorio ornitologico.

Il monitoraggio dei passeriformi attraverso la cattura e l’inanellamento scientifico è andato avanti regolarmente con cadenza per decade durante tutto il periodo primaverile estivo.

Benché dai rilevamenti condotti al canto e a vista le specie monitorate siano state numericamente elevate, dai dati provenienti dall’inanellamento emerge che il numero di singoli individui è risultato molto inferiore a quello della stagione 2018. Per il medesimo periodo preso in esame, le specie catturate sono state più o meno le stesse: 21 per il 2018 contro le 19 per il 2019. La differenza registrata nei due anni ha interessato il numero di catture che tra aprile ed agosto 2018 sono state di 396 uccelli contro gli appena 134 del 2019. Questa enorme differenza è dovuta essenzialmente al calo di presenze delle specie nidificanti nel canneto. La cannaiola, che è la specie principale oggetto di cattura, ha visto passare da 227 individui catturati nel 2018 ai soli 85 del 2019. Stesso discorso ma con numeri ampiamente più bassi si è avuto per Cannareccione e Usignolo di fiume. Questa enorme difformità di consistenza tra l’anno in corso e gli anni precedenti è probabilmente riconducibile alle condizioni di crescita del canneto al momento dell’insediamento di queste specie. Come detto in precedenza gli abbondanti livelli idrici, superiori alla media del periodo, da un lato hanno favorito la presenza delle specie acquatiche ma di contro hanno rallentato la crescita della vegetazione palustre causando difficoltà ai passeriformi nidificanti. Nonostante il numero relativamente basso di catture non sono mancate specie di particolare interesse conservazionistico: in particolar modo sono da segnalare la cattura di una giovane Salciaiola in pieno periodo riproduttivo e alcuni giovani individui di Forapaglie castagnolo; entrambe specie divenute piuttosto rare e considerate specie target nella valutazione dello status di salute degli ecosistemi palustri.

Con la fine di agosto si è iniziato ad osservare anche i primi movimenti migratori che stanno riportando le specie a lungo raggio nei loro quartieri di svernamento in Africa e la comparsa dei primi migratori continentali. Nei prossimi mesi oltre alle consuete catture rivolte ai piccoli uccelli saranno condotte alcune sessioni mirate ai beccaccini nell’ambito di un progetto con l’Università di Pisa che prevede l’apposizione ad alcuni individui di rilevatori GPS per studiarne meglio i movimenti in periodo di svernamento.

L’importante lavoro incentrato sulla revisione ed aggiornamento della L.R. Toscana 3/94 sulla caccia sta andando avanti.

Ieri, presso gli uffici regionali, è proseguita in maniera proficua nel  tavolo di confronto, l’analisi sul testo elaborato dall’ assessorato a seguito delle proposte avanzate nelle scorse settimane, dai vari portatori di interesse.

L’obiettivo principale in questa fase è quello di garantire, a seguito dell’esame della competente commissione, la definitiva approvazione della nuova legge in aula entro il termine ultimo del prossimo mese di gennaio.

Il testo presentato, raccoglie numerose indicazioni elaborate dalla struttura tecnico-legislativa della CCT e avvalorate dal contributo dei territori e di tutte le Associazioni confederate. In particolare ci preme sottolineare come alcune tematiche di estrema importanza (pianificazione, ruolo degli ATC, sussidiarietà del mondo venatorio e servizi, funzioni degli istituti faunistici pubblici e privati nel rispetto delle percentuali calcolate a livello provinciale, fondo gestione danni etc.), siano stati positivamente accolte.

Nei prossimi giorni, continuerà il nostro contributo per armonizzare ulteriori aspetti, fermo restando l’apprezzamento per l’impegno sin qui dimostrato dall’assessorato.

La giornata di ieri è stata anche al centro di altre novità da evidenziare.

Il Consiglio Regionale, parallelamente ai lavori del tavolo, ha approvato la normativa sul contenimento degli ungulati nelle aree urbane, e sul potenziamento del ruolo delle polizie provinciali. Oltre agli interventi in area urbana, saranno previste semplificazioni sulle procedure riguardanti il controllo faunistico, richieste dagli agricoltori e finalizzate alla tutela delle produzioni agricole, tramite procedura informatizzata facente capo ad Artea, per garantire l’efficacia degli interventi entro 36 ore dalla richiesta.

Approvato inoltre un importante ordine del giorno a firma del Consigliere PD Marco Niccolai per estendere analoghe modalità anche per la Tortora dal Collare, Piccione e Storno.

Infine, la maggioranza ha presentato un emendamento che sta suscitando pesanti reazioni, che consente il proseguimento dell’istruttoria avviata per l’istituzione e l’ ampliamento di nuove Aziende Faunistico venatorie, Aziende Agrituristico Venatorie ed aree addestramento cani che avevano presentato richiesta antecedentemente all’entrata in vigore del Regolamento Regionale del 5 settembre 2017 – 48/R.

In sostanza, si renderebbe possibile il proseguimento dell’ iter autorizzativo, pur subordinato alle disposizioni dei singoli Piani Faunistici ancora in vigore, per una parte di istituti privati rispetto ad altre numerose richieste presentate e attualmente non rispondenti ai limiti temporali previsti dall’emendamento.

 Una scelta, quella compiuta, che si dimostra comunque oggettivamente fuori quadro, sia rispetto al lavoro complessivo riguardante la sopra citata revisione della legge 3/94, sia per l’approvazione del nuovo Piano Faunistico Venatorio Regionale.

Nel riconfermare la nostra ferma contrarietà all’attivazione di “procedure stralcio”, al momento è in corso una valutazione da parte della Confederazione Cacciatori Toscani sul numero e sulla superficie complessiva interessata dalle richieste presentate e su quante eventualmente avranno le condizioni necessarie per essere accolte, tenuto  conto delle relative valutazioni di impatto ambientale necessarie.

L’emendamento in oggetto contrasta con un punto di fondo del documento conclusivo approvato nella Conferenza Regionale sulla Caccia; nel documento si afferma infatti la necessità di garantire una organica trasformazione, istituzione e riorganizzazione degli istituti faunistici pubblici e privati all’interno di una pianificazione generale del territorio e nel rispetto delle percentuali stabilite dalla Legge Nazionale 157/92.

Sul prelievo in deroga della specie Storno, la Giunta Regionale Toscana ha approvato in data 11 novembre 2019 una importante delibera che va a superare alcune criticità interpretative che in queste settimane hanno prodotto alcune contestazioni ai cacciatori da parte degli organi di vigilanza.

In particolare, la delibera n° 1378 in oggetto, chiarisce in modo inequivocabile che il prelievo in deroga della specie Storno, nel periodo compreso tra il 1° settembre ed il 15 Dicembre 2019, è consentita anche in presenza di nuclei vegetazionali produttivi sparsi e in prossimità degli stessi per un raggio di metri 100.

Una disposizione chiara che definisce puntualmente le condizioni del prelievo alla specie non solo limitandole alle coltivazioni specializzate (oliveti, vigneti e frutteti), ma anche a superfici più limitate con nuclei di piante sparse in condizioni di produttività.

Una precisazione che si basa sul parere positivo n° 63921 fornito da ISPRA in data 08/11/2019 a seguito di specifica richiesta di chiarimento inoltrata dagli Uffici Regionali.

La Confederazione Cacciatori Toscani, nel sottolineare positivamente questo importante risultato, rimane a disposizione di tutti i cacciatori per ogni eventuale richiesta di chiarimento.

Di seguito scaricabile la Delibera n° 1378:

Come ogni anno, la Confederazione Cacciatori Toscani, ricorda a tutti i cacciatori interessati che ai sensi della Delibera della Giunta regionale n° 799 del 17/06/2019 riguardante il prelievo  in deroga della specie Storno (Sturnus vulgaris) è obbligatorio comunicare alla Regione Toscana il numero totale dei capi abbattuti dal 1° di Settembre al 10 Novembre 2019.

Tale comunicazione dovrà essere effettuata esclusivamente tramite  e-mai all’ indirizzo federico.merli@regione.toscana.it

Il termine ultimativo è quello del giorno 20 Novembre 2019.

Si ricorda che è sufficiente indicare il Nome, Cognome, Codice Cacciatore ed il numero dei capi complessivamente abbattuti.

Ci preme altresì evidenziare come l’adempimento sopra citato, sia di fondamentale importanza al fine di raccogliere i dati sul numero dei capi abbattuti in Toscana, che stanno alla base delle motivazioni che consentono il prelievo in deroga della specie Storno.

Invitiamo pertanto tutti i cacciatori interessati a provvedere, nel rispetto dei termini, a tale comunicazione.

Per ogni esigenza o chiarimento la Confederazione Cacciatori Toscani e le sedi delle Associazioni Confederate restano a completa disposizione.

In questo strano paese, si sa, davvero tutto può accadere.

Quasi sempre la soluzione dei problemi sfocia in estemporanee derive demagogiche; si scelgono le scorciatoie, si pensa di intervenire su fenomeni che andrebbero affrontati nella loro complessità e come frutto di molteplici criticità, per fornire ricette miracolose e risolutorie da dare in pasto al politico di turno e ad una opinione pubblica distratta e priva di una corretta informazione.  

Sui temi legati alla gestione della fauna selvatica, del contenimento degli ungulati selvatici e dei danni prodotti, in particolare dal Cinghiale, da tempo assistiamo ad una lunga serie di valutazioni e proposte che francamente ci lasciano perplessi.

L’ultima è quella presentata di recente dal Movimento 5 Stelle in Commissione Agricoltura della Camera dei deputati, a firma dell’onorevole Filippo Gallinella.

Per il Movimento 5 Stelle la soluzione ai danni ed agli incidenti stradali è a portata di mano. Basterebbe istituire la figura del “navigator” dei Cinghiali, o meglio istituire un piccolo esercito di “Rangers” formati e pagati dal Ministero (con soldi pubblici), per garantire i contenimenti ed il controllo faunistico. Professionisti selezionati e stipendiati, che andrebbero a sostituire ciò che oggi, migliaia di cacciatori, in maniera volontaria, stanno facendo per gli interventi in prevenzione e contenimento su migliaia di ettari di territorio.

E così, anziché potenziare questi interventi sburocratizzando lo svolgimento delle azioni di contenimento sul territorio a caccia programmata, e soprattutto nelle aree protette (spesso fonte di proliferazione e rifugio del Cinghiale), anziché battersi per riformare la 157/92, prevedendo specifiche norme sulla gestione degli ungulati, rafforzando il ruolo e l’autonomia delle regioni e degli ATC nelle azioni di prevenzione e contenimento, si pensa di risolvere il problema con qualche centinaio di ausiliari sparatori sparsi nel territorio italiano.

Il risultato è ampiamente prevedibile!

Soldi spesi inutilmente, numeri irrisori di prelievo, disimpegno totale dei cacciatori su questi problemi.

La cosa che ci lascia ulteriormente perplessi è che proposte come questa sembrano essere ben viste, e pare anche sollecitate, da alcune organizzazioni del mondo agricolo.

A parere della Confederazione Cacciatori Toscani, pensare oggi di gestire una situazione così complessa, senza il coinvolgimento dei cacciatori e del mondo venatorio, non porterà sicuramente a risultati apprezzabili, con il rischio di produrre un vero e proprio boomerang anche per le aziende agricole.

Come in più occasioni ribadito, occorrerebbe al contrario ripristinare le maglie dell’intesa e considerare i cacciatori come una risorsa su cui fare affidamento in un quadro di semplificazione legislativa.

Mondo venatorio, istituzioni e mondo agricolo, dovrebbero battersi unitariamente per sollecitare una urgente soluzione legislativa in Parlamento. Un provvedimento legislativo che superi i limiti della 157/92 fornendo tutti gli strumenti necessari per gli interventi di contenimento da attuare attraverso gli Ambiti Territoriali di Caccia.

Mentre stiamo scrivendo, i nostri legali sono a lavoro per intraprendere ogni possibile iniziativa per difendere l’immagine e l’onorabilità di tutti i cacciatori.

Con questo breve commento, la Confederazione Cacciatori Toscani ha stigmatizzato e condannato una recente manifestazione animalista svolta in questi giorni nella provincia di Pisa, nei pressi di Cinasello in località San Sisto.

Gli organizzatori ed i manifestanti hanno inneggiato con toni e slogan gravemente offensivi contro la caccia ed i cacciatori e chi come noi fa parte del mondo rurale.

Quella di cui parliamo non è l’unico caso registrato in Toscana. Poche settimane fa infatti, sui social network si era scatenata una sequenza di offese nei confronti di un cacciatore morto in provincia di Lucca.

Secondo la Confederazione Cacciatori Toscani, tali episodi non possono passare in secondo piano.

Occorre agire, anche in sede penale, per ripristinare al più presto ogni forma di tutela verso chi svolge una attività nel rispetto della legge e pienamente riconosciuta dal nostro ordinamento.

Nel rispetto dei principi democratici, ognuno può esprimere la propria contrarietà, ma al contempo non possono essere tollerati comportamenti offensivi della dignità delle persone!

Di seguito il link per visualizzare il video della manifestazione:

https://www.facebook.com/CCTconfederazionecacciatoritoscani/

 Il Consiglio Regionale Toscano ha approvato ieri un importante emendamento inserito nella proposta di variazione del bilancio di previsione 2019-21 riguardante “Disposizioni in materia di circolazione fuori strada dei veicoli a motore”. Il provvedimento è stato presentato dal Consigliere Simone Bezzini ed altri consiglieri del Gruppo PD. Da tempo infatti, anche la Confederazione Cacciatori Toscani unitamente ad alcuni presidenti degli Ambiti Territoriali di Caccia, aveva richiamato l’attenzione della Regione Toscana, sulla necessità di colmare un vuoto normativo a seguito della decadenza della Legge regionale n.10/2016 sulla disciplina della circolazione dei mezzi a motore fuoristrada per meglio armonizzare e superare alcune rigide limitazioni già in essere con la legge 48/1994.
Con il provvedimento approvato ieri, i Comuni potranno individuare nel proprio territorio i percorsi nei quali consentire la circolazione di detti veicoli al fine di consentire il regolare svolgimento delle attività faunistiche e venatorie. La Confederazione Cacciatori Toscani, nel valutare positivamente tale iniziativa, rivolge un appello a tutti i Sindaci interessati e agli amministratori locali, per  l’applicazione della norma garantendo così la certezza del diritto per i cacciatori e per il regolare svolgimento delle attività collegate alla gestione faunistica.

Allegato il testo dell' emendamento scaricabile:

 

   

     
  Toscana   Sez. Firenze                                      

     

CEDAF


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CECINA: CONCLUSO IL CORSO PREPARATORIO PER LA CACCIA DI SELEZIONE

La scorsa settimana è terminato, a Cecina, il corso preparatorio per la caccia di selezione, organizzato dalla F.I.d.C. Comunale Cecina in collaborazione con la C.C.T Comunale e Provinciale di Livorno. I candidati selecontrollori sono pronti ad affrontare gli esami, preparati sapientemente dai docenti CEDAF.

Tutti gli esami abilitativi saranno organizzati, entro l'anno, dalla Regione Toscana, ufficio Territoriale di Livorno.

Di seguito alcuni scatti del corso:

Allegati:
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TERRANUOVA BRACCIOLINI: 405° FIERA DEGLI UCCELLI

Lunedì 23 Settembre 2019, a Terranuova Bracciolini in provincia di Arezzo, si è svolta la Storica fiera degli uccelli. Una solennità paesana inserita nella festa del Perdono giunta alle 405 edizioni. Una tradizione centenaria, che ogni anno si mostra in costante crescita e che grazie anche alle nuove iniziative aumenta la popolarità, la partecipazione e l’apprezzamento di chi la vive. La giornata del Lunedì con la sua fiera, è il fulcro di tutta la festa. Nonostante il maltempo di quest’anno, che di certo non ha aiutato lo svolgimento, l’ esito è stato più che buono.

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