Dopo i risultati e le determinazioni scaturite dalla Conferenza Regionale sulla caccia, il lavoro prosegue. Lo scorso venerdì 26 luglio la CCT di Pisa ha organizzato un interessante convegno, incentrato sui problemi della piccola selvaggina stanziale e le nuove prospettive in campo agricolo che saranno introdotte dalla nuova PAC (Politica Agricola Comunitaria). Il titolo “ Agricoltura e piccola selvaggina – una riconciliazione possibile” è stato il tratto unificante che ha accompagnato i temi evidenziati dai relatori alla presenza di numerosi cacciatori, tecnici ed agricoltori. Nonostante le temperature insopportabili di un pomeriggio di fine luglio, in tanti hanno risposto all’invito della CCT Pisana a significare l’importanza che certe tematiche rivestono tra i cacciatori e non solo. Dopo la presentazione di Paolo Graziani, Segretario CCT Pisa si sono tenute le due relazioni tecniche svolte dal Dott. Michele Bottazzo del Centro studi Federcaccia Nazionale e del Dott. Francesco Santilli noto tecnico faunistico da anni impegnato sulle tematiche relative alla gestione della piccola selvaggina stanziale. Pur da angoli di visuale diversi, i due relatori hanno correttamente messo in evidenza le principali problematiche che intervengono sulla conservazione delle popolazioni delle specie target, evidenziando come la vera via di uscita dalla crisi, possa essere ritrovata nella valorizzazione del futuro PSR e delle possibili interazioni tra il ruolo e gli investimenti messi in atto dagli ATC, con un forte collegamento alle nuove misure introdotte dalla PAC in sede Europea.
Dagli investimenti e dalle misure sviluppate per favorire la biodiversità passeranno profonde trasformazioni destinate ad avere ricadute sul volto agricolo dei nostri territori e sulle varie pratiche agronomiche. Interpretare il cambiamento e collegarlo alla nuova strategia gestionale degli ATC può rappresentare il punto di svolta su cui rifondare un nuovo patto tra caccia e agricoltura ; un patto per la biodiversità che apra nuove prospettive per gli Istituti Faunistici Pubblici e Privati, con positive ricadute per l’impresa agricola multifunzionale. Le trasformazioni del territorio di fronte ad un certo modo di fare agricoltura sono alla base della crisi che oggi colpisce alcune specie un tempo ampiamente presenti; non solo galliformi e lagomorfi, ma anche avifauna, entomofauna e molte specie legate ad un ecosistema ormai scomparso. Oggi, ipotizzare una inversione radicale di questi processi appare non più come un obiettivo utopico. La Toscana con la sua tradizione, può rappresentare il primo banco di prova per la costruzione di un progetto innovativo su cui impegnare i principali attori della gestione faunistica; un lavoro che sappia enucleare le opportunità e i nuovi contenuti da inserire nei principali strumenti di programmazione e di pianificazione (PFVR e PSR). Nella seconda parte del convegno trasformata in una tavola rotonda, si sono alternati gli interventi dei rappresentanti del mondo agricolo della regione Toscana e delle Associazioni venatorie Confederate alla CCT. Marco Remaschi, Assessore Regionale all’agricoltura e alla caccia ha sottolineato i risultati emersi dalla Conferenza Regionale e ribadito la volontà sua e della Giunta, di accelerare i tempi per la predisposizione delle linee e gli indirizzi sul nuovo PFVR. L’approvazione del calendario venatorio, ha ricordato Remaschi, rappresenta la cartina di tornasole delle positività generate dal confronto; un metodo quello della concertazione che andrà sempre più qualificato e applicato per cogliere i risultati che ci siamo prefissati. Il Presidente della Coldiretti Toscana, è intervenuto efficacemente ribadendo la centralità dell’agricoltura quale settore primario, e ricordando come in questi ultimi anni, nonostante i problemi, non siamo rimasti fermi rispetto a quelle che sempre di più appaiono come le sfide del futuro anche in termini di gestione faunistica ambientale. Per Filippi la riconciliazione fra caccia e agricoltura è possibile e sta nella natura delle cose. Il nuovo PSR  e le politiche comunitarie, potranno rappresentare l’occasione per generare politiche di sistema proiettate al futuro. Politiche rispettose delle ragioni e delle esigenze, anche protettive per i nostri agricoltori in un’economia di mercato che spesso taglia fuori le eccellenze. Marco Salvadori Presidente Regionale Federcaccia non ha fatto mancare la voce e le proposte dell’Associazione che oggi è impegnata per peso e responsabilità a dare forza al progetto unitario, contribuendo con proposte ed idee, a quello che sarà il futuro della caccia in Toscana. Il contributo apportato in sede regionale sia sui principali contenuti della Conferenza, che sulla recente approvazione del calendario venatorio, giungono a seguito di una fase di un positivo confronto con l’assessorato. Oggi, sembra ormai evidente a tutti come solo con la concertazione e con la forza della politica, che sembra aver riconquistato il suo ruolo dopo un lungo periodo di smarrimento, sia possibile compiere dei passi in avanti e ristabilire le basi per un rilancio del modello toscano. L’intervento di Francesco Rustici Presidente Regionale ARCT si è incentrato sulla sfida dell’unità del mondo venatorio come motore per il nuovo protagonismo dei cacciatori nel rapporto con il mondo agricolo e le istituzioni. L’esperienza della CCT, il grande contributo che oggi viene da questa importante esperienza per i vari portatori di interesse e per le istituzioni, dimostra come la via dell’unità e della costruzione della casa comune dei cacciatori rimanga un obiettivo a portata di mano. Un obiettivo che sta nelle corde e nel cuore di chiunque lavori per la difesa della caccia e per la sua legittimazione sociale. Occorre però maggiore coraggio, soprattutto a livello Nazionale per aprire finalmente le porte ad un processo costituente che dia i connotati a quella che sarà l’Associazione unitaria, moderna e coesa capace di rappresentare le speranze di tutti i cacciatori italiani. L’intervento conclusivo del Segretario Regionale CCT, Marco Romagnoli, ha nuovamente sintetizzato i principali contenuti di un’iniziativa utile per il futuro lavoro comune. Unità concreta del mondo venatorio non come slogan ma come prassi per arginare nei fatti chi vuole impedirla. Progettazione del futuro e nuove sinergie con il mondo agricolo, rappresenteranno i punti di riferimento del nostro cammino; un patto con gli agricoltori è oggi possibile e a Capannoli si sono evidenziati i punti comuni su cui lavorare nelle prossime settimane.
La CCT, come sempre, farà la sua parte!