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  • Confederazione Cacciatori Toscani

CCT: LA FORZA DI UNA ESPERIENZA PER L'UNITÀ DEL MONDO VENATORIO TOSCANO!




Davanti alla quasi totalità dei componenti in rappresentanza di tutte le associazioni confederate, si è tenuta lo scorso 27/ aprile l’Assemblea annuale della Confederazione Cacciatori Toscani.


Un appuntamento sentito e largamente partecipato che ha consentito, in un clima di forte coesione, di tracciare il lavoro e l’impegno per i prossimi mesi.


In apertura i lavori si sono incentrati sulla presentazione del Bilancio consuntivo 2021 e di quello previsionale per l’anno corrente nel rispetto dei disposti legislativi imposti dalla recente normativa sul terzo settore e dai regolamenti attuativi che regolano le attività delle Associazioni di Promozione sociale (APS) iscritte al RUNS. Un bilancio largamente positivo nelle risultanze e per gliinvestimenti finalizzati alle attività tecnico scientifiche, alla formazione e per l’incremento della comunicazione esterna.


A seguire, l’assemblea è entrata nella parte più viva e pulsante degli argomenti legati alla caccia in Toscana e di conseguenza ai problemi e prospettive che ci troviamo ad affrontare giornalmente.


Il segretario Marco Romagnoli, nella sua articolata e puntuale relazione, ha tratteggiato i contorni di una storia, quella della CCT che ancora oggi si ripropone in tutta la sua attualità, come una esperienza forse unica in campo nazionale. La Confederazione ha saputo dare forma e sostanza anche in termini organizzativi e rappresentativi, alla richiesta dilagante di unità che viene dal nostro mondo e soprattutto dai singoli cacciatori.


“La contaminazione delle idee e delle migliori esperienze che il mondo venatorio toscano portava in dote all’atto della costituzione della CCT, sono state alla base di una intensa stagione di battaglie e proposte per dare senso e prospettiva alla caccia di domani” ha esordito Romagnoli. La CCT non è nata infatti come abiura delle identità originarie, negazione del passato, volontà di nuovismo ma come insieme di valori e conoscenze sulle quali ricostruire la caccia del futuro avendo la capacità , la lungimiranza e il coraggio politico di andare oltre agli schemi di questi anni.


Una piattaforma di contenuti ed obiettivi vincolanti che stanno alla base di un modello unitario di secondo grado che ha dimostrato che l’unità vera non si ottiene con le formule che lasciano “mano libera” ai soggetti che la predicano. L’unità vera, funzionale e strutturata si ottiene e si pratica dotandoci di regole certe e su una piattaforma di contenuti trasparenti e vincolanti.


Su queste basi e dopo aver ricordato i principali risultati raggiunti in questi anni e le problematiche aperte (regolamenti, Calendario Venatorio, Piano Faunistico regionale, ATC e nuovo patto tra cacciatori ed agricoltori sulla biodiversità etc) Romagnoli è venuto al punto centrale della proposta politica che da domani animerà il confronto con i cacciatori e con quelle associazioni che vorranno nel concreto e senza infingimenti, impegnarsi per una ripartenza convinta sulla costruzione dell’unità.


La mancanza di un dibattito serio su questo tema a livello nazionale ed il fallimento sostanziale delle varie esperienze sino ad oggi maturate, impongono anche in toscana, un cambio di passo.


La miopia che sembra offuscare una larga parte dell’associazionismo venatorio, genera oggi un quadro di confusione, inconcludenza ancora più grave e incomprensibile nel contesto di una contrazione dei cacciatori praticanti, di una progressiva riduzione del peso politico della categoria, dell’offensiva degli animalisti e di una larga avversione sociale alla pratica venatoria. Per uscire da questa situazione, servono pochi ma decisivi elementi: unità organizzativa, idee, iniziativa e risorse destinate a rappresentare il nostro mondo con un volto moderno, impegnato sulla gestione faunistico ambientale, ancorato sulla scienza e sulla conoscenza.


Per raggiungere questo traguardo partendo dalla toscana, la CCT mette a disposizione la propria esperienza pronta anche a trasformarla ed ampliarla modificandone i simboli se necessario ed anche le cariche, per costruire con chi vorrà, il futuro soggetto e la casa comune di tutti i cacciatori. Massima apertura, senza preconcetti per dare vita ad una fase costituente tra i cacciatori e le loro associazioni di appartenenza, nella trasparenza degli obiettivi costitutivi, delle regole, del rispetto della rappresentatività e delle deleghe esplicite che le singole associazioni aderenti conferiranno al nuovo soggetto.


La CCT ha dimostrato che questo è possibile e realizzabile. Con un ritrovato spirito comune, con la testa che guarda avanti, scevri da artificiose polemiche funzionali all’immobilismo, sarà possibile realizzare qualcosa di più grande, di più forte ed inclusivo.


“Dobbiamo creare un terreno di confronto e di discussione, proponendo problemi reali, contenuti concreti, dare spessore e profondità, stabilire priorità e proposte che riportino tutto il mondo venatorio al suo ruolo di protagonista, permettendo di superare barriere e divisioni di bandiera, verificare se e quali sono le divergenze. La CCT, quindi, rilancia il tema dell’unità, il suo modello originale è da sempre a disposizione di tutto il mondo venatorio nazionale e regionale, per un confronto aperto e reciproco che metta al centro l’interesse primario della caccia e una rifondazione di “senso” di questa attività” Ha concluso Romagnoli.


Gli interventi dei Presidenti regionali delle associazioni confederate Salvadori_fidc, Bindi_ANUU Migratoristi e Rustici_ARCT hanno rafforzato le proposte ed i contenuti enucleati dal segretario Romagnoli così come anche gli interventi dei presenti.


Da questa assemblea dunque emerge un messaggio forte e chiaro. La CCT dimostra nel concreto la volontà e la disponibilità a mettersi per prima in discussione forte dei risultati ottenuti, per consentire un confronto “vero” aperto e reciproco, con l’unico interesse di ridare “senso” alla caccia. Una unità da costruire nei territori, con i cacciatori, in un confronto sui problemi reali, nella ricerca di soluzioni condivise e con una prospettiva strategica capace di riannodare i fili con la società, le istituzioni e con i vari portatori d’interesse.